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“Memorie” di Michele Di Lieto (magistrato in pensione), un libro da leggere

  • Venerdì 6 settembre 2013, ore 18,30

    nell’ambito del “Settembre Culturale”

    al Castello di Agropoli (Sa)

    sarà presentato l’ultimo lavoro

    di Michele Di Lieto

    “Memorie”

    ( Rammenti di vita)

    Un libro che non è un’ autobiografia,

  • ma uno staccato di ricordi.

    Presentano:

    Ferdinando Imposimato

    Sabrina Capozzoli

    Carlo Manzione

    Conclude l’autore

    Come abbiamo già avuto modo di dire Michele Di Lieto ha scritto un altro bellissimo libro dal titolo «Memorie» che abbiamo già presentato (vedi link Memorie: il nuovo libro di Michele Di Lieto).

    Un libro interessante che fa capire anche il senso della vita dei cosiddetti appartenenti alla cosiddetta “casta”. Pagine ricchissime di vita, quelle delle «Memorie» di Michele Di Lieto. Vissuta, ponderata, considerata nelle sue infinite sfaccettature; vita raccontata con il tocco illuminante dell’umorismo e dell’ironia, ma anche con quello altrettanto importante – e dichiarato – della fantasia, che si affaccia qua e là tra le pagine.

    In un periodo in cui tutti parlano di “Giustizia giusta” e della relativa riforma, il giudice Michele Di Lieto, in pensione, in punta di piedi, in modo garbato ed intelligente, evidenzia che gli è capitato e gli capita anche di non essere d’accordo con le decisioni della Corte Costituzionale.

  • In merito, senza ulteriori commenti, per dare un’idea della sua onestà intellettuale, richiamiamo le pagine 75 e 76 del libro, in cui si sofferma sulla decisione presa dalla Corte a proposito della legge 122/2010 sui blocchi degli stipendi dei magistrati ed alti dirigenti. A tal riguardo a pagina 76, testualmente si legge:

    1. “ …. Ora, invocare il principio di indipendenza o il principio di eguaglianza per bloccare norme che chiamavano al sacrificio categorie sicuramente privilegiate mi sembra, con tutto il rispetto per la Corte, un arzigogolo formale non degno di giudici a un grado così elevato. Sembra che la crisi che colpisce i cittadini non debba né possa colpire magistrati ed alti funzionari dello Stato. Sembra che la Corte viva in un castello dorato che non le consente di vedere oltre il proprio naso. Sembra ancora una volta che la Corte tradisca lo spirito dei tempi: che vuole (lo spirito) che ciascuno sia chiamato a uno sforzo per risanare le pubbliche finanze senza privilegi di casta. E casta sono in questo caso, col concorso della Corte costituzionale, magistrati ed alti funzionari dello Stato….”

    Un libro che comprende trenta capitoli, trenta piccoli scrigni da aprire e “svelare a se stessi” con una lettura attenta, partecipe. L’autore scrive della sua lunga attività da pretore; di eventi personali che lo hanno visto – ad esempio – sposo per la prima volta a quasi settant’anni; della sua attività di scrittore; di scoperte e riscoperte artistiche (Kerouac, Magritte, Piaf, tra le altre); di paesaggi umani e altri geografici. È un “attraversamento” che mescola sapientemente memoria e presente, ricordo e immagine attuale, in un legame perpetuo che getta nuova luce consapevole su ciò che è stato e ciò che è.

    Vari capitoli sono dedicati alla politica nazionale degli ultimissimi anni, e anche le considerazioni in queste pagine sono permeate da un disincanto che le rende equilibrate, pronte a notare gli errori dell’ “altro” ma anche dello schieramento vicino alle proprie idee. Non è più il tempo dei facili entusiasmi, e anche questa (preziosa) analisi esce fuori dalla lettura dell’opera.

    I «Frammenti di vita» (sottotitolo ben evidenziato) parlano di un’esistenza attiva, pulsante, dedita a quell’attenzione agli eventi, piccoli o grandi che siano, che dovrebbe essere patrimonio comune a tutti noi. Certamente «Memorie» è – anche – un invito a riscoprirla e a coltivarla.

    Allegato_1_ riflessioni sul libro di Michele Di Lieto

Allegato_2_ articolo del prof. Marcello Federico

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