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L’on. Giuseppe Soriero chiede al Presidente Conte di “uscire dal guscio”, per misurarsi con tante contraddizioni di una società ancora ingiusta e diseguale. Eppure, l’Italia è una realtà meravigliosa

Il Direttore      Dott. Nicola Nigro

E’ possibile che i meridionali insieme non trovano la forza di guardare oltre la siepe, ma continuano a rincorrere fantasmi e farsi abbindolare dall’ affabulatore di Turno? Nel Sud dove sono finiti gli uomini di cultura, i pensatori, i saggi, gli autodidatta, gli artigiani, i progressisti, ecc., ma soprattutto la classe insegnate che quotidianamente è a contatto con i giovani?

Non è il caso che la classe dirigente del Sud, ma anche del Nord progettino un Paese che sappia valorizzare le proprie risorse? I ladri e gli imbroglioni stanno al Sud come al Nord, quindi a cosa serve tutto questo grigiore?   Qui di seguito pubblichiamo una riflessione dell’on. Giuseppe Soriero, già deputato, Sottosegretario di Stato, presidente dell’Associazione  “il Campo” e meridionalista convinto, ma purtroppo i suoi sforzi e di quelli come lui, nel corso degli anni, non hanno approdato a granché se consideriamo che ancora oggi per andare a Matera ( città della cultura 2019) con il treno non è possibile, perché non ci sono binari, per questo ed altro non siamo molto lontano, per certi servizi, dai ricordi del passato descritti nel libro di Carlo Levi: “Dio si è fermato a Eboli”, eppure parliamo degli anni quaranta, cioè di circa 80 anni fa.  Non parliamo, poi, dei ritardi nei servizi, strutture primarie o della viabilità della Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Sardegna, ma la cosa più drammatica è che con tante risorse locali lo sviluppo e l’occupazione è molto meno dei cosiddetti anni arretrati e bui. Insomma il tempo passa, i ministri pure e la crisi economica, occupazionale e sociale avanza, eppure “a sentire i grandi” (scienziati, studiosi di sociologia, di economia, ecc.) il Sud potrebbe essere la “California d’Italia o meglio la parte più ricca d’Italia proprio per le sue tante risorse locali, ma purtroppo così non è. Eppure basterebbe programmare ed incentivare i “presidi produttivi” legandoli al territorio ed in sintonia, con esso, dar vita alla trasformazione e valorizzazione proprio delle risorse locali, cioè creare strutture legate ai beni culturali del territorio, alla sua morfologia, al clima ed all’ambiente avendo anche come riferimento la produzione e trasformazione di beni di prima necessità, come: olio, vino, pasta, mozzarelle, frutta, grano, pastorizia, salumi, ecc. Per esempio una “fabbrichetta” che produce succhi di frutta con le arance siciliane, le migliori al mondo, e non succhi di frutta con “mistura” combinate per inventare il sapore dell’arancia, così anche per altri prodotti, quindi tanto glucosio o dolcificanti che determinano anche tanta obesità. Fabbrichetta, in fabbrichetta si realizzerebbero centinaia di migliaia di posti di lavoro permanenti e sicuri. Ovviamente lo Stato dovrebbe fare la sua parte cioè dare una mano, soprattutto inizialmente  non elargendo “mance”, ma assicurando l’impegno per una rete di vendita del prodotto – per esempio dare ai bambini prodotti alimentari genuini e di qualità – incominciando dalle mense scolastiche ed altre mense, anche private, attraverso meccanismi di agevolazioni. Facendo così se avessimo avuto una buona programmazione, in passato, con governanti ben pensanti e lungimiranti avremmo, per esempio, evitato che con l’arrivo della pandemia saremmo stati senza fabbriche che producevano mascherine, questo è successo perché i nostri ospedali per qualche centesimo di risparmio (magari, poi trasformati, spesso,  in tangenti…) le compravano dalla Cina. Questi sono fatti, ma purtroppo i fatti e la logica, da un po’ di tempo, in politica non esiste più per cui abbiamo disservizi e sprechi e tutto va bene…. Ritornando al Sud, mi domando: ma la classe dirigente meridionale, soprattutto locale si è mai chiesto il perché di tanto sottosviluppo?  Non potrebbe essere che, per il meridione, la sua arretratezza è dovuta proprio alla sua stessa classe dirigente? Non è una vergogna che ci sono Comuni che dopo 20 anni, nonostante le risorse non riescono a realizzare un Pip? E, fermiamoci qui. I cittadini che quotidianamente riconoscono i limiti di lor signori, perché da circa 30 anni, eleggono tali rappresentanti che, poi, producono poco o niente, con le cose che peggiorano sempre di più? Per la verità nel 2018, qualcosa alle politiche hanno fatto i cittadini, ma i risultati non sono arrivati, visto il deludente “prodotto”, purtroppo la burocrazia che cresce sempre di più con i deboli sempre più deboli ed una classe dirigente che si avvita su se stessa, specialmente in epoca di pandemia. Adesso, dopo questa fase di profonda crisi gli Enti locali potrebbero essere il fulcro dello sviluppo, ma così non sarà perché oggi, con una legge elettorale degli Enti locali, a dir poco “impropria e discutibile”, ( con la vecchia, solo per ricordare, i cittadini andavano a votare non meno del 70/80 ed a volte anche il 90%, perché?…… Ciò non potrebbe significare davvero qualcosa per la democrazia? Non era sufficiente,  qualche ritocco, alla vecchia legge,  e basta?)  è anche possibile che una città si ritrovi un Sindaco eletto con  il 20/25 %, perché a votare va, al primo turno, si e no, il 50 %, mentre al ballottaggio forse ancora di meno ed ecco che siamo  al  20/25 %, cioè una minoranza governa il 100%, qualcuno dice è la democrazia, ma non va dimenticato che con “leggi particolari”,  anche le dittature facevano ed hanno fatto votare. Quante volte il neo eletto (Sindaco o Presidente), con le sue capacità di mediare, di inventare oppure furbizia ed attitudine a distribuire “pani”,  diventa un vero e proprio Ras o Despota che decide su tutto e per tutti o su niente, a discapito, ovviamente, del territorio? Qualcuno potrebbe dire o dice è la democrazia, ma chi ama davvero la democrazia non può né dirlo e né pensarlo che a governare siano una minoranze di cittadini, senza chiedersi il perché… Lo Stato dovrebbe dar vita a meccanismi di semplificazione, puntando molto sull’ autocertificazione, ma per fare questo occorrono regole chiare, semplici ed applicabile con poca interpretazione ed è chiaro che chi dichiara il falso una volta individuato se ne va dritto in galera. La legge dovrebbe essere semplice ed applicare, con poca interpretazione perché anche il giudice  “titubante” non dovrebbe avere troppi pensieri, come pure il cittadino. Il processo dovrebbe essere incanalato, da subito, su un binario privilegiato che in massimo 12 mesi ci dovrebbero essere i tre gradi di giudizio, con una pena esemplare per il “soggetto imbroglione”, cioè una pena lunga e certa, senza sconti e con il sequestro dell’eventuale maltolto. Un’altra circostanza che non va trascurata e che va condannata è la “scaltrezza in negativo” di chi diventa come un “conduttore di pullman” fissando, a proprio tornaconto, regole che fanno tornare alla mente, la famosa battuta: “non disturbare il conducente”. Infine mi permetto di richiamare l’attenzione sul ruolo dell’ex Prefetture (oggi, UTG), così come sono organizzate funzionano più o meno come all’ indomani della Repubblica, dovrebbero essere il braccio operativo tra il Territorio ed il Governo centrale, ovviamente in tutto questo si dovrebbe anche definire un coordinamento ed un rapporto organico tra gli Uffici Territoriali del Governo, la Regione e le Province, modificando quella vergognosa legge che fa a cazzotti con la Costituzione.  

Non so se questa introduzione, piacerà all’on. Soriero, ma sentiamo nel nostro essere che era doveroso verso quei tanti meridionali, come lui, che non vedono mai la luce in fondo al tunnel, ma da sempre lo sperano. Pertanto riportiamo così come l’abbiamo ricevuto l’articolo dell’on. Soriero, anche con il suo titolo originale, pregandolo di dare un’occhia alla nostra sezione “ Questione Meridionale” e troverà a pagina 2, tanta rabbia, ma anche tante proposte:

http://www.giornaleilsud.com/2011/09/18/1115/ ; http://www.giornaleilsud.com/wp-content/uploads/2011/09/Il-Sud-maggio-2011-pag-2-3-3.pdf ; http://www.giornaleilsud.com/wp-content/uploads/2011/09/Il-Sud_Luglio_2011-pag-2-3.pdf ; http://www.giornaleilsud.com/wp-content/uploads/2011/09/Il-Sud_Luglio_2011Rivista+Inserto.pdf .

Soriero scrive:

Il Presidente Avv. Giuseppe Conte

W GLI  STATI  GENERALI

Sono aperti oggi i lavori dell’evento fortemente voluto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Credo che sia un segnale rilevante per accelerare la riflessione strategica sul futuro dell’Italia, proprio nel momento più delicato in cui gli italiani, dopo obbligati mesi di solitudine, provano a uscire dal guscio per misurarsi con tante contraddizioni di una società ancora ingiusta e diseguale. La quarantena di tre mesi ha sconvolto equilibri, abitudini e anche la concezione delle relazioni tra il cittadino e lo Stato, tra l’iniziativa privata e la funzione dei poteri pubblici.

On. Giuseppe Soriero

Perciò sento il bisogno di allargare il confronto; non temo il rischio “ passerella” ma quello ben più insidioso della “gabbia politicista” di circuiti ristretti del potere e della comunicazione  che hanno stancato tante energie positive. Tanti giovani adesso  vogliono tornare in campo non delegare tutto ai vertici, né solo alle sacrosante sedi istituzionali. Auspico vivamente, quindi, il confronto non solo in rete tra giovani, donne e associazioni culturali.

Il contributo dell’associazione IL CAMPO Idee per il futuro è già visibile sul nuovo sito www.associazioneilcampo.com, rilanciato proprio il 2 giugno scorso, Festa della Repubblica, data-simbolo dell’Italia che, dopo la guerra, ha saputo costruire lo Stato, nell’afflato unitario tra persone (donne e uomini) e territori (Nord e Sud), protagonista tra i fondatori della Comunità europea e portatore di visione strategica, autorevolezza e competenza delle classi dirigenti.

È questa la sfida che si ripropone oggi, in un contesto storico certamente mutato, ma bisognoso dello stesso anelito alla costruzione di una sintesi per il futuro dell’Italia, per sollecitare la politica e i partiti a uscire dal bozzolo di rituali dialettici ormai consunti, per combattere fino in fondo mafia, affarismo, evasione fiscale.

La parola chiave adesso non può che essere “coesione”, come hanno ricordato autorevolmente il Presidente della Repubblica, per primo, il presidente Romano Prodi e il Governatore della Banca d’Italia Visco per contrastare le disuguaglianze, le povertà, la disoccupazione (significativi i recenti dati Svimez), insomma la solitudine degli individui e dei territori.  Solo un vero e corale impulso alla coesione può archiviare la stagione dei rancori ideologici tra il Nord e il Sud del Paese.

La pandemia ha stracciato quegli schemi superficiali e ha fatto giustizia delle facili sbornie di un capitalismo degenerato. Adesso ruolo dello Stato, sanità pubblica, tutela dell’ambiente e protezione civile, diritto all’istruzione, valore della ricerca e dell’alta formazione sono diventati di necessità riferimenti fondativi di una nuova coscienza di massa.

Il Piano Colao e i suoi stimoli interessanti va discusso in Parlamento, ma anche in tanti circuiti della società civile che non accettino di essere derubricati al ruolo di spettatori.

Dobbiamo saper cogliere questa grande occasione storica, rilanciando l’impostazione già definita dal Ministro per il Sud.

Ai finanziamenti ingenti, messi a disposizione dall’Europa e dal Governo, deve corrispondere più che la moltiplicazione dei convegni, la visibilità rapida degli investimenti produttivi finalizzati a superare “i vent’anni di solitudine” di cui ho parlato nel mio recente libro.

Qui entra in campo di necessità l’utilità del Sud anche per il Nord, data la collocazione strategica tra Europa e Mediterraneo. Ben vengano, quindi, gli interventi negli Stati Generali dei vertici della Commissione e del Parlamento europei, poiché oggi più che mai sentiamo il bisogno di un’Europa forte che aiuti l’Italia a cooperare per un nuovo sogno suggestivo e concreto di pace e di sviluppo.

Giuseppe Soriero*

*Presidente Associazione IL CAMPO idee per il futuro, già parlamentare

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