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Ottavio: l’amico mio, non c’è più.

 

Ottavio Maresca, mio amico fraterno e compagno del caffè la mattina, della passeggiata dei mille passi, del thè il pomeriggio e della partita di pallone la sera: non c’è più.

I suoi funerali  domani 26 agosto 2019, alle ore 10,00, presso la chiesa di San Vito a Capaccio Scalo.

Ottavio, morto prematuramente a 66 anni, era una persona solare che amava la vita e, quindi tutti coloro che lo circondavano e conoscevano.

Per la famiglia aveva un affetto morboso ed i suoi cari erano sempre sulle sue labbra ed era molto fiero di loro, me ne parlava sempre, ad incominciare da Mimmo (per lui Mimmuccio ) che abita a Grosseto, che da poco la sua azienda lo aveva promosso ad Ispettore generale territoriale, Enzo che dirige circa 140 uffici postali a Sud di Salerno, Amalia che lavora in Ospedale a Grosseto e poi i figli acquisiti: Katia (moglie di Mimmo) che lavora in una azienda che fa parte di una catena, di Sonia ( moglie di Enzo) funzionaria della Tim e Pasquale che fa parte dell’aeronautica (marito di Amalia). In genere i suoi racconti si concludeva sempre dicendo: Nicola,  ho una famiglia allargata con tanti nipoti, ma meravigliosa.

Non parliamo dei nipotini che amava alla follia, adesso poi aveva toccato il cielo con un dito perché era nato il nipotino che si chiamava come lui Ottavio, ma subito precisa, per me sono tutti uguali e cari ed importanti a cui voglio un gran bene. Bravo Mimmo! Per la sorpresa e cioè di portagli a vedere il piccolo Ottavio percorrendo tanti chilometri, ma quanto era felice.

Ovviamente Carmela la moglie era l’amore della sua vita. Si erano  conosciuti adolescenti nei banchi di scuola e, quindi si sono diplomati insieme e poi hanno costruito una famiglia meravigliosa di cui Ottavio era molto orgoglioso. Per chi  ha avuto la fortuna di conoscerla, come me,  non può che esserne felice perchè da subito e’ stato coinvolti da tanto, tanto affetto. Non a caso la famiglia di Ottavio e la mia si sono integrate e frequentato, molte sere ci siamo ritrovati a cena insieme a casa o al ristorante ed anche per mia moglie Italia e miei due figli Angela e Carmine, Ottavio non era solo un amico, ma uno di famiglia.

Ottavio era una persona meravigliosa molto socievole per cui in breve si è inserito nella società capaccese, nel gruppo di lavoro e nella redazione di Radio Paestum e de “il Sud”.

Quando decidemmo di dar vita ad una Commissione di Studio del territorio di Capaccio Paestum, Ottavio si dichiarò subito disponibile a lavorarci e proprio lui si preoccupò di telefonare alle persone di cui ne avrebbero fatto parte.

Qui voglio raccontare un aneddoto, con tutte le sfaccettature, che può evidenziare quanto  era rispettoso delle persone e del ruolo sociale:

tre nominativi non lì aveva chiamati. Ovviamente gli chiesi perché, la risposta fu  si tratta di grosse personalità e meglio che li chiami tu. Quando, poi, gli feci notare che erano persone molto disponibili lui si fece coraggio e li chiamo per invitarle alla riunione. Ebbene, il dopo fu che era felicissimo di avelo fatto e non a caso nella riunione quando lo presentai, posando la mia mano sul suo braccio, iniziai così: ecco Ottavio quello che vi ha telefonato e vi telefonerà in futuro perché sarà il segretario del gruppo. I presenti lo travolsero di complimenti ed apprezzamenti perché le su telefonate erastate  ricche di particolare ed ognuno ricordava qualcosa di positivo dell’avvenuta chiacchierata con Ottavio, insomma con una semplice telefonata era diventato amico di tutti.

Ottavio era un uomo straordinario e molto devoto ed era un cristiano che metteva in essere la sua fede, innanzitutto con il rispetto di tutti ed in particolare dei più deboli. Per questo qualche ora prima di morire i familiari hanno espresso il desiderio della presenza del sacerdote ed ecco che ho chiamato Don Donato Orlando che non se la fatto ripetere due volte e dopo qualche minuto era da Ottavio che nonostante la sua debolezza ha tentato di farsi il segno della croce ed ha pronunciato qualche parola durante la preghiera con don Donato ed i presenti ed inoltre ha voluto mettersi seduto sul letto.

L’unica volto che gli ho sentito esprime ad Ottavio un giudizio negativo e molto severo verso un professionista è stato all’indomani della visita di controllo, circa una 15 di giorni fa, ricordo che, più o meno, mi disse: “Nicola forse per l’intervento ho sbagliato medico, pensa che dopo che gli ho detto quello che mi sentivo, il tutto è durato qualche minuto, mi ha detto occorre una Tac, per fortuna che c’era la buon Carmela che gli ha detto: professore, ma lo vedete che sta male, molto male volete dargli una cura  o qualcosa, lui ha detto e va bene gli prescrivo degli aminoacidi. Pochi minuti dopo la sua parcella che è stata di 172 €, senza preoccuparsi più di tanto di come stavo o mi sentivo. ”

Che aggiungere a questo se non il fatto che l’amico mio è “partito” con una radiografia che individuava solo un’eventuale cista al fegato, poi la Tac e la risonanza che confermavano che c’era una massa di pochi centimetri solo al fegato, poi si è deciso per l’intervento molto lungo e poi, e poi è morto.. nel volgere di qualche mese.

Amico mio, si dice che quando uno muore quelli che lo circondo devono farsene una ragione perché la vita continua per quelli che restano, ma sicuramente per tuoi cari la vita non sarà più la stessa per la tua franchezza ed il perpetuo sorriso.

Anche per me sarà impossibile adeguarmi al fatto che non ci sei più.

Mi mancherà la nostra giornata che era piena di eventi e se non stavamo insieme fisicamente ci mantenevamo in contatto con questi aggeggi moderni  whatsapp, ecc.  di cui tu eri un maestro.

Mi mancheranno le serate del tifo per il Napoli.

Mi mancheranno le giocate della schedina.

Mi mancheranno le passeggiate, quasi ogni sabato, a Piaggine a controllare che i lavori proseguissero e, poi il pranzo da Antonio.

Mi mancheranno tutte quelle passeggiate parlarlando di tutto dalla politica al sociale, dal governo .., ecc.

Amico mio, mi mancherai da morire.

Amico mio caro, riposa in pace perchè lo meriti, te ne sei andato troppo presto e nonostante la tua forte fede con te il Signore, scusami, non è stato giusto.

Nicola Nigro

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