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Piaggine, monsignor Miniero trasferisce ancora Don John ed è rivolta popolare. Ma chi controlla il controllore?

Al sindaco di Piaggine, avv. Guglielmo Vairo, che cerca di mediare sulla questione, il vescovo  fa sapere che “deve farsi i fatti suoi”. Cosa c’è di più importate, per un Sindaco, che assecondare tutti i suoi cittadini?

Un vescovo che  cura le anime non dovrebbe spendere qualche parola per il benessere anche fisico, oltre che spirituale, senza creare animosità, così come fa Papa Francesco?

Non a caso il Papa, qualche anno fa,  ha dovuto riabilitare dei preti scomodi con una  “tira di orecchie” ai vescovi che «hanno fatto soffrire don Lorenzo», sottolineando che si trattava di prete “sociale” e, quindi da assecondare.

Nell’occasione il Pontefice ha detto: «che la dimensione sacerdotale di don Lorenzo Milani è alla radice di tutto quanto sono andato rievocando finora di lui. La dimensione sacerdotale è la radice di tutto quello che ha fatto. Tutto nasce dal suo essere prete. Ma, a sua volta, il suo essere prete ha una radice ancora più profonda: la sua fede», e, se il fatto che una o più comunità ( Magliano Nuovo, Piaggine e Valle dell’Angelo) si sono mobilitate per il “proprio prete” non potrebbe anche essere che ci troviamo di fronte ad un servitori di Dio che ama il “sociale”?

Proprio il giornale  dei vescovi, “Avvenire”, ogni giorno parla della solidarietà e dell’impegno della Chiesa, per stimolare i governanti per più infrastrutture, più lavoro, più tranquillità, più accoglienza per il “diverso”. Peccato che, al di là della stampa locale, quella nazionale non presta attenzione su un comportamento così strano, come quello del Vescovo Miniero, verso il colombiano Don John Fredy Gutierrez  Sanchez. “Cacciato” per ben due volte da una sede parrocchiale in circa sei anni.   Ma chi controlla il controllore? Tutto questo fa molta rabbia, perché riguarda un ministro della chiesa.

Don John Fredy Gutierrez  Sanchez, la cui famiglia di adozione vive ad Altavilla Silentina, è proprio sfortunato, visto che viene “allontanato”, prima dalla parrocchia di Magliano Nuovo ed adesso da quella di Piaggine e Valle dell’Angelo, comunità guidata dal Sindaco, dott. Salvatore Iannuzzi.

Vien da pensare che  il nostro Mezzogiorno non si solleverà mai, quando anche i ministri della chiesa non trovano altro da fare che scombinare le comunità locali, come è successo con Magliano nuovo, Piaggine, Valle Dell’Angelo e domani forse con Roccadaspide. Ma davvero monsignor  Miniero non riesce a definire, una volta per tutte, dove vuole collocare Don John ? Qual è il vero motivo di questi movimenti continui?

Tutto questo mi fa tornare alla mentre un problema simile, verificatosi a Capaccio Scalo, tanto tempo fa, a causa di  un asilo condotto da tre suore. Anche in quel caso, la popolazione si mobilitò, ma con scarso successo.

Quando il “vertice ecclesiastico”, soprattutto a livello locale,  entra in campo, non salva nessuno. Eppure, stando a quanto dice Papa Francesco, tutti devono porsi  in un atteggiamento dialogante. In particolare, dice:  “ …L’immissione dei valori della solidarietà e della pace, che trovano nella persona e nel messaggio di Gesù il loro vertice, sono stati capaci, e lo sono ancora oggi, di rinnovare le relazioni interpersonali e sociali…”.

Ma come pensa, il Vescovo di Vallo della Lucania, di aprire un dialogo con queste popolazioni, quando afferma verso il loro Sindaco: “Non ho nessun obbligo di comunicare al Sindaco la nomina del parroco nel paese che lui amministra”?

Se non stessimo parlando di un di ministro della Chiesa, potremmo dire  che ci troviamo di fronte ad un arrogante personaggio, per cui il dialogo è pressoché impossibile. Ma se manca il dialogo, cosa succede? Anche la Fisica, con il terzo principio della Dinamica,  ci fornisce una spiegazione esauriente: “ Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”.

Perciò, Eccellenza, lasci stare queste prese di posizione così rigide, con grande spreco di energie da parte di tutti, e si ributti nella comunità, parlando come Papa Francesco,  e dia una mano al Sindaco, su come favorire le deboli società  locali, sempre più povere per la scarsità, soprattutto, di lavoro. “Valorizzando il lavoro – come dice il Pontefice – l’uomo può provvedere ai suoi bisogni vitali e può favorire l’edificazione di un mondo più prospero e più giusto”. Quindi, sprecare energie, per rompere periodicamente il “giocattolo”, come ha fatto con Magliano Nuovo, Piaggine e Valle dell’Angelo, è davvero un fatto inaudito e senza significato, a meno che  non ci siano cose che i fedeli non possono sapere, come nel citato caso dell’asilo a Capaccio Scalo. Anche in quel caso il “vertice ecclesiastico” vinse, ma con il crollo della partecipazione dei fedeli, perché si fece l’errore di utilizzare il parroco, con la  complicità del Sindaco ( nel caso di Piaggine, al contrario, il Sindaco e la sua amministrazione con forza si sono schierati con i cittadini, come dice la nota del Consigliere comunale Emiddio Petraglia).  La vicenda di Capaccio si concluse con la “cacciata” delle monache e con la continuazione dell’asilo nido nella struttura gestita indirettamente dall’amico del Sindaco di allora. Una brutta storia che ancora oggi grida vendetta.

La Chiesa ha problemi di varia natura, soprattutto per la diminuzione delle vocazioni. Ma se un sacerdote arriva in una comunità  e crea entusiasmo e la gente si affeziona, questo non può spingere più facilmente qualcuno a farsi prete?

Le fratture non sono utili a nessuno, soprattutto tra un vescovo ed una piccola comunità che si sente trascurata dalle istituzioni superiori, per cui scemano anche i valori, con conseguenze disastrose, per il rispetto verso la persona umana e le autorità costituite. Per questo, Monsignor Miniero, si rifaccia alla “Livella” del grande Totò e lasci tutto com’è, senza pensare ad un atto di debolezza per lesa maestà.

Nel corso degli anni molti governanti hanno parlato del riscatto del Sud, ma come si può dar peso alle parole, quando Matera diventa  capitale europea della cultura e non ha nemmeno un binario per il treno?

Così pure il Cilento. Nonostante sia ricco di risorse locali ed ambientali, ha tanta carenza di infrastrutture, una viabilità disastrata ed  una carenza sinergica tra le popolazioni. Ne è a riprova anche questa  guerra tra poveri, per un prete che, forse, non piace al vescovo e, chissà, è per questo che lo sposta di continuo?

Se una mattina il vescovo Miniero si svegliasse ed affrontasse le problematiche della sua comunità su fatti concreti e dando degli spunti agli amministratori – così come ha fatto il cardinale Crescenzio  Sepe,  in occasione dello scioglimento del sangue di San Gennaro. L’alto prelato ha parlato di “camorra”, “violenza” e “disoccupazione” ed ha aggiunto “Non dobbiamo permettere che in una  terra come la nostra si perda il lavoro”  –  si guadagnerebbe le prime pagine di tutti i mass media nazionale, perché parlerebbe delle debolezze di una terra ricca di risorse e di storia, ma povere di infrastrutture e lavoro. Per lo spostamento continuo di un prete di “campagna”, al massimo, qualche articolo sulla stampa locale, per poi  finire tutto nel dimenticatoio.

Per dirla con Cicerone ed  anche con Sant’Agostino: “ Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”.

Nicola Nigro

 

 

 

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