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IL DIRETTORE E IL PRESIDENTE de “il Sud” AUGURANO BUON 8 MARZO e BUONA FESTA DELLA DONNA

FESTA DELLA DONNA!

Il direttore Nigro

Da una tragedia accaduta nel 1908, alla rivoluzione culturale (?) dei giorni nostri. Il punto interrogativo è legato anche ai limiti mostrati dalla classe politica e dirigente nel corso degli anni.

Quando un Ministro o chi per esso limita al lumicino la didattica della STORIA nei programmi scolastici, significa che la società ha subito un arresto culturale. Quando si considera la memoria storica meno importante dei fatti di oggi e, quindi l’effimero o il “giocherellare” e non

Il Presidente Iuliano

prendere seriamente in considerazione i temi culturali e storici, significa che le coscienze sono in tilt.

Ecco perché le conquiste politiche, sociali, economiche del genere femminile sono meno presenti nelle agende dei giovani di oggi. Dunque occorre che la SCUOLA si faccia carico di tutto questo e gli insegnati si mettano in discussione. Dare, per esempio, la giusta interpretazione della giornata dedicata alla donna, significherebbe anche capire meglio gli eventi storici.

Per dare un’idea del ruolo che una donna può giocare nella vita di un uomo o nella società riportiamo un aneddoto riferito a Churchill che ammutolì di fronte ad una battuta della moglie.

Dott. Tringali

In merito il dott. Claudio Tringali, magistrato in pensione, ha pubblicato su Facebook un aneddoto che riguarda proprio una conversazione tra   Churchill e la moglie e che riportiamo qui di seguito: ( Allegato 2_ Churchill e la moglie).
Per poter avere un’idea più articolata della Festa della Donna e del significato dell’ 8 marzo, rimandiamo il tutto al documento “(Allegato 1_Festa della Donna, 8 marzo_ storia e significato _ Studenti.it).

Ormai è assodato che la donna in una società civile è la colonna portante su cui si posano tutti i componenti essenziali dell’umanità e, quindi della famiglia.

Groucho Marx (1890-1977), famoso umorista nordamericano, ha coniata la seguente frase: “Dietro un grande uomo c’è una grande donna. Dietro di lei c’è sua moglie”.
Ovviamente la società maschilista, nel corso degli anni, ha determinato anche tanta violenza sulle donne per cui questi atteggiamenti “bestiale” non dovrebbero essere presenti in nessuna comunità cosiddette civile.
Per fortuna, oggi, ci sono, iniziative sociali ed associazioni che si batto contro la violenza sulla donna, senza se e senza ma e, quindi tutti noi dobbiamo sostenere queste battaglie e le iniziative utile ad accresce le coscienze.

Ogni giorno un uomo dovrebbe riflettere sul significato di questa data: 8 marzo e sul significa stesso di donna e mamma, facendo ciò si potrebbe meglio capire anche cosa significa il binomio donna-mamma ed ex figlio.
Purtroppo, i limiti culturale e sociali inducono tante donne a considerarsi soggetti “sottoposti” e, quindi a considerare l’uomo qualcosa di normale come soggetto  “dominante” per varie ragioni, ma soprattutto per un fatto culturale legato alle carenze nella società, perché la mancanza di meccanismi solidali, di aiuti concreti e sostegni ad una mamma che è costretta a cresce un figlio –  futuro cittadino – in un ambiente maschilista e magari violento la frena a ribellarsi. Per fargli cambiare idea oltre alle possibilità di un lavoro occorrono più strutture come asilo nido, scuole, trasporti, ecc., insomma strutture che assicurare lo sviluppo del piccolo, in modo coerente perché  la mamma-donna pensa prima di tutto a suo figlio, in un possibile scontro d

Il direttore Ammaccapane

efinitivo.
Fare tutto questo significa consentire a tante donne di sentirsi libere di poter scegliere e crescere, poi,  con amore la sua creatura che sarà anche “culturalmente parlando” un cittadino migliori del domani. Si in una società diversa dove fatti raccontati dal collega Nicola Ammaccapane di Tv Italia2, non accadano più perché la vita è sacra, soprattutto per chi dice di credere (Allegato 3_ La morte di Annamaria e Giovanna).

Qui di seguito per richiamare l’attenzione sulla questione femminile riportiamo il contenuto del sito:

https://doc.studenti.it/tema/italiano/questione-femminile-sufragette.html

LA QUESTIONE FEMMINILE LA QUESTIONE FEMMINILE

Nel secolo XIX cominciarono a comparire in Inghilterra e negli Stati Uniti i primi movimenti e gruppi di cosiddette “sufragette”.

Erano le donne che prendevano coscienza dei propri diritti e reclamavano la possibilità di votare. L’obiettivo era che il suffragio fosse realmente universale, e non universale solo degli uomini. È logico che tale movimento ebbe il suo sorgere negli stati in cui già da tempo era in vigore l’esercizio della democrazia rappresentativa, anche perché spesso in quella società persisteva un’oppressione puritana dalla quale le donne volevano giustamente liberarsi (vedi La lettera scarlatta di Nathaniel Hawtorne e soprattutto i romanzi di Virginia Wolf).

Queste idee si realizzarono all’inizio del secolo XX, con le prime leggi che concedevano quel diritto appunto in quegli stati.

E in Italia?

Si dovette aspettare il 2 giugno 1946 per vedere riconosciuto questo diritto, in verità più per la presa di coscienza di alcuni uomini politici illuminati e di poche donne politiche, come Nilde Jotti, che non per la presenza di un vero e proprio movimento femminile nel nostro paese.

Quest’ultimo si ebbe solo sull’onda delle manifestazioni studentesche del 1968, con la nascita dei primi collettivi femministi. Si passò in pochi anni da canzoni come “Non ho l’età” ad altre di carattere opposto, come “Non sono una signora”. Molte più donne incominciarono perfino a far politica, soprattutto nei ranghi del Partito Radicale, come Adele Faccio e la giovane Emma Bonino, ma anche della Democrazia Cristiana, come Tina Anselmi, che fu anche il primo ministro donna della nostra repubblica.

In questa fase il processo di emancipazione non investì più solo il piano della rappresentanza politica, ma si spostò in tutti i campi della società. Si arrivò allora a dichiarazioni “radicali”, del tipo: “l’utero è mio e me lo gestisco io” a “l’uomo a casa e la donna al lavoro”, ecc… Sembrava che la donna, per liberarsi, dovesse abbandonare il ruolo di madre e tutta la sua femminilità. In fondo anche questa poteva diventare una vittoria dell’uomo, che riusciva a rendere “maschile” anche l’altro sesso.

Molti film insistono ancora oggi su una immagine virile della donna, che diventa poliziotto, soldato, e supera l’uomo in un campo che non è il suo (la violenza e la sopraffazione). In altri film commerciali la donna torna ad essere oggetto stupido e inconsapevole nelle mani dell’uomo gaudente (vedi le varie serie di Vacanze di Natale e simili). Forse sono le donne-registe come Jane Campion le uniche che riescono a descrivere l’universo femminile con intensità senza cadere negli slogan.

Dal punto di vista politico, qualche anno fa è nato il ministero delle pari opportunità, proprio perché talvolta le affermazioni di diritto non coincidevano con quelle di fatto, e le donne faticano ancora oggi ad occupare tutti i posti che sono occupati dagli uomini. Il cammino è ancora lungo.

Allegato 1_Festa della Donna, 8 marzo_ storia e significato _ Studenti.it

Allegato 2_ Churchill e la moglie

Allegato 3_ La morte di Annamaria e Giovanna

 

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