Home / Articoli / Monte Cervati, una risorsa straordinaria che per anni nessuno ha fatto granché, adesso l’amministrazione, guidata dall’avv. Vairo, ed alcuni cittadini hanno dato vita a tante iniziative come: rifugi, percorsi escursionistici, equitazione, ecc., insomma si è avviato un discorso di valorizzazione

Monte Cervati, una risorsa straordinaria che per anni nessuno ha fatto granché, adesso l’amministrazione, guidata dall’avv. Vairo, ed alcuni cittadini hanno dato vita a tante iniziative come: rifugi, percorsi escursionistici, equitazione, ecc., insomma si è avviato un discorso di valorizzazione

L’Italia dei municipi: da buone idee nascono buoni progetti

Qui di seguito pubblichiamo un comunicato del Comune di Piaggine, guidato dall’avv. Guglielmo Vairo, che riguarda un’iniziativa produttiva utilizzando il sottobosco del Cervati. Queste iniziative locali che riguardano, soprattutto le attività produttive, magari con il recupero di arti, mestieri, pastorizia, ecc., ma soprattutto dar vita all’organizzazione delle vendita dei prodotti con il contributo strutturale delle istituzioni. Queste località che da anni subiscono l’emorragia di popolazione, potrebbe anche avere un’inversione di tendenze, oltre a frenare l’emigrazione potrebbe creare un recupero di popolazione per dar vitta ad attività produttive. Ovviamente tutto questo oltre ad essere legata alla minore BUROCRAZIA è legata anche e comunque alla viabilità che lascia sempre più a desiderare. L’attivismo del sindaco Vairo pone bene, per cui è il caso che lo stesso si attivi e per sollecitare i suoi colleghi dei Comuni limitrofi, della Comunità Montana e del Parco affinché si attrezzino e si elaborano progetti mettendo la VIABILITA’ al centro.

Ciò è possibile se si approfitta dei fondi Recovery Fund che l’Italia riceverà più di tutti (172 miliardi di euro circa). Questo significa approfittare della disponibilità di tante risorse per dar vita ad un progetto di viabilità che traccia anche itinerari turistici per l’intero Parco Nazionale del Cilento Vallo Diano.

Abbiamo parlato della viabilità più volte, per esempio nelle pubblicazioni:

16 ottobre 2020

http://www.giornaleilsud.com/2020/10/16/castellabate-il-sindaco-maiuri-lancia-lallarme-dei-trasporti-scolastici-e-si-arrabbia-con-il-potere-per-i-ritardi-e-lincongruenza-ma-e-solo-colpa-del-cap/

14 ottobre 2020

http://www.giornaleilsud.com/2020/10/14/per-piaggine-ed-il-sud-la-pandemia-unoccasione-triste-ma-da-non-perdere-la-speranza-e-che-il-sud-dopo-la-nuttata-ancora-una-volta-non-resti-col-il-cerino-in-mano/

Il Comune di Piaggine, in partnership con l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, partecipa ad un progetto innovativo e sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico. Grazie all’intuizione di due giovani biotecnologi, Salvatore Del Prete e Daniela Marasco, fondatori della start up Service Biotech, è stata creata una “bio-mattonella” ad impatto zero e plastic free, utilizzabile in diversi ambiti industriali, tra i quali spicca quello del packaging per prodotti agroalimentari. La sperimentazione è partita dai prodotti del sottobosco del Monte Cervati e da quelli di scarto delle attività agricole presenti a Piaggine.

Piaggine sostiene la ricerca in biotecnologie con la “bio-mattonella” ad impatto zero e plastic free. L’Amministrazione comunale di Piaggine guarda avanti, ad uno sviluppo ecosostenibile, e in collaborazione con l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, investe nell’Innovazione Biotecnologica contribuendo alla realizzazione di uno dei primi progetti frutto del Protocollo d’Intesa tra il piccolo borgo del Cilento e il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’università campana diretto da Antonella Violano, ispiratrice della ricerca: è stata lei che ha voluto che la sperimentazione partisse dai prodotti del sottobosco del Monte Cervati e da quelli di scarto delle attività agricole presenti a Piaggine.

La “bio-mattonella” è la soluzione escogitata da due giovani biotecnologi, Salvatore Del Prete e Daniela Marasco, fondatori della start up Service Biotech.  In Italia ogni anno si svolge il BioInItaly National Roadshow, un evento ideato da Assobiotec, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center e dal Cluster Spring, dedicato a ricercatori, imprese ed aspiranti imprenditori. Lo scopo è quello di fare incontrare le idee innovative italiane più importanti con investitori di tutto il mondo. L’edizione di quest’anno è stata ospitata dal Ceinge-Biotecnologie avanzate di Napoli. Le aspiranti start up che hanno presentato il loro progetto, sono state una ventina; la vincitrice, della sezione Circular Bioeconomy, è stata la Service Biotech, impresa interamente dedicata all’innovazione in ambito biotecnologico.

La “bio-mattonella” è formata da un rivestimento di bioplastica e da un “nucleo” costituito da materiale di scarto della filiera agroindustriale. Si tratta di un prodotto ad impatto zero e plastic free perché ottenuto da materiale di scarto agricolo, fibro-rinforzato da funghi inattivati, e ricoperto da bioplastica a basso contenuto di glicerolo. L’uso di tali scarti, oltre ad essere estremamente economico ed ecologico, consente anche una grande flessibilità di utilizzo in diversi ambiti industriali. Tra questi sicuramente va sottolineato quello del packaging per prodotti agroalimentari.

La “bio-mattonella” ha costi estremamente bassi, non necessita, infatti, di impianti industriali complessi e sfrutta scarti vegetali agro-industriali utilizzando un prodotto naturale a fine vita; è sia un prodotto finito, sia un prodotto di fine vita re-introducibile in un ciclo biologico potenzialmente infinito.

«Siamo riusciti –  sostiene Salvatore Del Prete, amministratore delegato della Service Biotech – a sfruttare gli scarti e a dar loro nuova vita attraverso una bio-mattonella che è a sua volta biodegradabile e auto riciclabile. La nostra “mission” è innovare nel campo dell’economia circolare con un’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente, grazie ad un prodotto che si rivolge al settore del packaging e al tempo stesso facendo attenzione al biorisanamento del territorio».

E come aggiunge Antonella Violano, dell’Università Vanvitelli, che ha ispirato il progetto e lo ha seguito dai primordi: «Nessun prodotto è veramente a fine vita, quando si può re-introdurlo in un ciclo biologico».

«Siamo felici – afferma Guglielmo Vairo, Sindaco di Piaggine – che il Comune di Piaggine, con i suoi prodotti naturali, abbia contribuito al buon esito di questa importante ricerca: sviluppare, in un piccolo paese dell’entroterra di un Parco Nazionale, un prodotto del genere, completamente biodegradabile ed a basso impatto economico ed ambientale, è particolarmente significativo per le Aree Interne. Con l’Università Vanvitelli e la Service Biotech programmiamo nuove forme di collaborazione che possano avere risvolti formativi ed occupazionali nel nostro piccolo borgo».

L’Ufficio Stampa del Comune di Piaggine (Tel. 3401706095)

 

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