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Piaggine: la Banca di Pruno finanzia la strada per il santuario, mentre il Comune onora uno dei suoi figli illustri del ‘900. Ma il Sud continua ad essere al palo.

Questione meridionale: non ci stancheremo mai di riproporla.

prof. Iuliano

Il nostro giornale, sotto l’impulso del nostro direttore, dott. Nicola Nigro, meridionalista convinto, si batte da sempre per stimolare la classe dirigente (politica, parlamentari e amministratori locali) a prendere atto che il Sud aspetta solo di essere ben amministrato, valorizzando le proprie risorse locali. Tant’è che abbiamo creato una sezione dedicata del giornale online, denominata “Questione Meridionale”. Chi vuole visionarla, può farlo attraverso il link: http://www.giornaleilsud.com/category/questione-meridionale/

Il nostro direttore, ma tutta la redazione, ad incominciare dal sottoscritto, in qualità di Presidente dell’Associazione “il Sud”, siamo stati sempre convinti che il Mezzogiorno, in condizioni normali, avrebbe potuto diventare la “California d’Italia.

Questa tesi non può essere considerata una bestemmia, se c’è il giusto impegno imprenditoriale e politico, oltre ad un discorso finalmente risolutivo sulla lotta alla criminalità organizzata, una vera palla al piede che preclude ogni ipotesi di sviluppo. Quello che è mancato, nel corso degli anni, è stata una seria programmazione, legata a giusti incentivi, mirati ai “presidi produttivi”, avendo la capacità di legarli al territorio ed alla trasformazione e alla valorizzazione delle risorse locali. E’ necessario creare strutture legate ai beni culturali del territorio, alla sua morfologia, al clima ed all’ambiente, avendo anche come riferimento la produzione e la trasformazione di beni di prima necessità.  Occorre pensare a piccole imprese o fabbriche che trasformino in loco, i prodotti di eccellenza che sono il fiore all’occhiello della nostra agricoltura. Fare questo significa anche realizzare  migliaia di posti di lavoro permanenti.

La classe dirigente meridionale, soprattutto locale, si è mai chiesto il perché di tanto sottosviluppo? 

Non potrebbe essere che, per il Meridione, la sua arretratezza sia dovuta proprio alla  stessa classe dirigente?  Ci sono Comuni che, dopo 20 anni, nonostante le risorse, ancora non riescono a realizzare un Pip.

In tutto questo, non va dimenticata la BUROCRAZIA.  In Italia è come un muro di gomma invisibile: nessuno vede, nessuno parla, ma soprattutto non esiste.

Fernando Iuliano*

  • *Presidente dell’Associazione “il Sud”,
  • giornalista e docente

Piaggine: la Banca di Pruno finanzia la strada per il santuario, mentre il Comune onora uno dei suoi figli illustri del ‘900.  Ma  il Sud continua ad essere al palo.

Dott. Nigro

Forse, non sarebbe stato conveniente parlare di tante cose, tutte insieme, in un solo articolo, soprattutto del nostro Sud malandato. La prospettiva è anche quella di non essere letto, ma voglio correre questo rischio.

Rimettere il dito nella piaga di un meridionalismo a dir poco patologico, inefficiente e  piagnucoloso è un atto dovuto, per sottolineare la sua debolezza, non escludendo le responsabilità della classe dirigente, soprattutto locale. E stimolare il da farsi.

Quanti sindaci si sono messi insieme, per impegnarsi sulla realizzazione di progetti per realizzare infrastrutture primarie? Basta vedere la viabilità, per capire che la loro inefficienza è l’unica cosa certa, soprattutto nei piccoli centri, dove magari c’è lo scontro di gruppi, l’un contro l’altro armati, che cercano solo di annullarsi a vicenda su futili motivi. A scapito del bene collettivo.

Approfitto dell’occasione  della consegna alla cittadinanza di Piaggine della strada per raggiungere la Cappella del Monte Vivo, da anni malandata. La sua ristrutturazione la si deve alla Banca Monte  Pruno che, attraverso la sua Fondazione, ha sostenuto le spese necessarie per asfaltare la strada che porta al santuario. Ovviamente, è un beneficio non solo per i fedeli, ma per tutti i cittadini che amano la natura e la montagna, oltre  che per gli allevatori di bovini.

Non mi soffermo sullo svolgimento della manifestazione inaugurale, perché è riportato nel comunicato dell’organizzazione della manifestazione, qui di seguito, ma voglio fare qualche considerazione sul ruolo che ha svolto la Banca, in sostituzione delle istituzioni preposte.

Bisogna premettere che l’anima della Banca Monte Pruno è il dott. Michele Albanese, direttore generale dell’Istituto di credito che si è dimostrato classe dirigente, con capacità di favorire lo sviluppo socio-economico-occupazionale, sostenendo, con  la fiducia, gli imprenditori locali volenterosi e capaci di incrementare ed accrescere la propria azienda, in favore dell’economia e dell’occupazione del territorio. Abbiamo già detto e scritto sulle capacità manageriali del dott. Michele Albanese che, per il suo operato, è apprezzato non solo a livello territoriale, ma anche a livello nazionale, tanto da essere ritenuto dall’Iccrea un quadro dirigente di prim’odine. In riferimento a questo, si rimanda al link: http://www.giornaleilsud.com/2022/08/16/nonostante-i-suoi-60-anni-la-banca-monte-pruno-e-al-passo-con-i-tempi-sempre-in-soccorso-del-territorio/ 

Nel riquadro il dott. Albanese

In questa occasione, voglio fare l’ennesima provocazione ai sindaci ed a tutti gli amministratori locali, suggerendo che copiare l’attivismo del direttore Albanese non è peccato e non guasta. La possibilità delle risorse, messe a disposizione dall’Europa, con il PNRR, sono tante, consentendo di rimediare alle vergogne del passato. Giova ricordare che, in precedenza, le risorse dell’Europa per infrastrutture, soprattutto primarie, utilizzate  non sono andate oltre il 15% della disponibilità.

A questo vanno aggiunti i progetti bocciati dall’Europa, perché  fatti male o  estranei a propositi o finalità. Con la conseguente restituzione dei fondi illecitamente spesi e con il conseguente indebitamento di questi enti poco virtuosi.

Nell’ultima tornata elettorale, ho conosciuti candidati sindaci, poi eletti, apparentemente più disponibili a dialogare, a differenza di qualche amministratore precedente che non ti rispondeva nemmeno a telefono.

Nel riquadro l’arch. Guida

La speranza è che, al di là dei problemi, ci sia la disponibilità ad ascoltare o ad avere la cortesia della presa visione di una proposta o di un’e mail, anche se non condivisibile o ritenuta sbagliata. In merito, ci siamo adoperati, qualche tempo fa, per segnalare una bozza-proposta, elaborata dall’arch. Carlo Giuda, per la strada Capaccio Paestum – Alto Cilento (Laurino, Piaggine, Roscigno, Sacco, ecc.), per stimolare un confronto tra amministratori. Su decine di Pec inviate, le risposte sono state: zero. – Per prendere visione della proposta, vedi Allegato 1. In tutti questi anni, in ogni occasione,  abbiamo sollecitato gli amministratori ( vedi sito_ link_  http://www.giornaleilsud.com/?s=strada+calore ), ma con scarso risultato. Non caso, all’ex sindaco di Piaggine, Guglielmo Vairo, avevamo suggerito di intraprendere un’iniziativa per stimolare i sindaci dei comuni limitrofi e della Valle del Calore, il Parco nazionale, la Comunità Montana e la Provincia, per mettere mano davvero sulla viabilità che, non solo accorcia le distanze, ma stimola lo sviluppo. Tutto questo doveva avvenire con iniziative pubbliche.

Dicevamo che andava dichiarata l’emergenza viabilità, con finanziamenti di programmi straordinari, non solo di manutenzione della rete viaria, ma soprattutto di definire una rete accettabile di collegamento tra le varie realtà interne.

Asfaltare una mulattiera lo si faceva all’inizio del Novecento, adesso è una cosa diversa e sicuramente ben progettata e senza “balzello”, rimodellandola sicuramente si risparmia.

Tutto questo avrebbe creato, per Piaggine e gli altri Comuni, anche delle condizioni  un turismo, sia esso estivo che invernale. Ma senza una buona viabilità e senza offrire infrastrutture primarie e secondarie adeguate, ciò non sarebbe stato possibile.

Inoltre, evidenziavamo che doveva partire dalla classe dirigente locale  intraprendere iniziative per sollecitare la classe politica ed i parlamentari nazionali ed europei, per dare una mano in queste scelte. L’atteggiamento di tirare a campare degli amministratori locali non ha mai giovato alle popolazioni, ma soprattutto ha impoverito i Comuni di cittadini. Oggi si ritrovano con  nascite  quasi a zero.

Il Sud vive da troppi anni in condizioni di persistente emergenza sociale e di emarginazione occupazionale.

Da sempre ci chiediamo perché il Mezzogiorno non è sviluppato come il Nord- Sin dalla fine dell’Ottocento, questa domanda è stata al centro di un dibattito incessante. Il ritardo meridionale è stato attributo a cause diverse: sociali, politiche, storiche o geografiche, ma anche alla classe dirigente e politica locale e nazionale. Eppure, uomini  dotati di grande cultura nel Sud ci sono stati, come Nitti, Gramsci, Salvemini, Scotellaro, Dorso, Moro. Purtroppo, ad ogni svolta, è successo qualcosa che ha mantenuto lo statu quo. I piccoli Comuni del Sud hanno  dato alla luce anche parte della classe dirigente di prim’ordine in cultura e politica.

Da sinistra: l’avv. Conte                  e il prof. Patri

Un piccolo Comune dell’alto Cilento, come Piaggine, nel ‘900 ha avuto due personaggi importanti, Angelo Patri, nato a Piaggine il 27 novembre 1876 dagli emigranti in America Nicola Petraglia e Carmela Conte,  considerato uno dei pedagoghi più straordinari a livello mondiale, definito da Adolphe Ferrière come “l’ardente difensore dei diritti dei bambini, il grande cuore e amico dei fanciulli”. Insomma, Angelo Patri vedeva nella scuola la base per valorizzare il lavoro, le arti, le lingue, il ruolo delle famiglie e della comunità locale. In Italia, dopo più di un secolo si incomincia a prendere coscienza di ciò.

Un altro figlio di Piaggine è Carmelo Conte che ha rappresentato, come parlamentare, il popolo italiano, diventando, poi, Ministro della Repubblica.

L’intervento del Sindaco di Eboli,          avv. Mario Conte

Al di là di cosa hanno fatto materialmente per il loro paese natale, se hanno contribuito alla realizzazione di una strada, un acquedotto, un edificio o una fontana, comunque, hanno entrambi fatto un regalo straordinario a Piaggine.  Due  figli di questo piccolo paese delle zone interne del nostro Meridione sono diventati punto di riferimento nel mondo, il primo, come pedagogo, e nazionale, come Ministro della Repubblica, il secondo.

Un piccolo Comune del Cilento, che in un secolo ha subito un grande spopolamento (da circa 4.000 a 1.500 abitanti odierni),  che ha avuto due figli illustri, ha fatto bene a dare la massima onorificenza a Carmelo Conte.

Adesso, però, bisogna pensare a qualcosa di straordinario anche per celebrare degnamente Angelo Patri.

Il Sindaco Pizzolante che premia l’on. Carmelo Conte

Ritornando a quello che Carmelo Conte, da ministro, avrebbe potuto fare  per Piaggine, ad incominciare dalla viabilità, va detto che  l’impegno  c’è stato eccome, ma si è scontrato, in quel periodo, con due amministratori locali o meglio due personaggi che  hanno duellato ad oltranza, neutralizzando ogni possibilità di finanziamento. Eppure, ricoprivano entrambi un posto istituzionale, per poter proporre un progetto, ma questo non è avvenuto, per i dispetti reciproci. L’unico errore dell’allora Ministro è stato quello di pensare di farli ragionare, senza fare una scelta,  per il bene della comunità, ma in questo caso avremmo parlato di una classe dirigente lungimirante e concreta, una cosa diversa di una guerra tra comari.

Ritornando al Comune di Piaggine ed alle eventuali iniziative del neo primo cittadino, Renato Pizzolante,  gli ho inviato il seguente messaggio.

Caro Sindaco,

più volte, abbiamo sollecitato i sindaci del Cilento, in particolare quelli della Val Calore, con la proposta di progetto dell’architetto Guida, per ammodernare la strada che attraversa i comuni da Paestum a Piaggine.

Non abbiamo mai avuto risposta per aprire un dibattito.

Nel presente link, è allegato sia il progetto che alcune valutazioni sulle iniziative delle amministrazioni che non portano poi tanto sviluppo ed occupazione.

Gli amministratori vengono premiati per le cose che realizzano e non per altro.

Comunque, sul sito del giornale de “il Sud”, ci sono molte iniziative e proposte che si riferiscono al Sud ed ai suoi ritardi. Grazie per l’attenzione e buon lavoro – Nicola Nigro.

In merito va detto che c’è stata dal neo sindaco una tempestiva risposta con un grazie, un fatto estremamente positivo rispetto agli assordanti silenzi del passato.

Qui di seguito, pubblichiamo il comunicato, richiamato sopra.

FONDAZIONE MONTE PRUNO E COMUNE DI PIAGGINE: INAUGURATA LA STRADA DI ACCESSO ALLA CAPPELLA DEL MONTE VIVO

Da sinistra: il dott. Mastrandrea ed il Sindaco Pizzolante

Nella mattinata di oggi è stata ufficialmente inaugurata, con il taglio del nastro e la consegna alla cittadinanza, la strada che consente l’accesso alla Cappella del Monte Vivo.

L’intervento fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Piaggine ha visto il supporto decisivo della Fondazione Monte Pruno, ente di mutualità che opera al fianco della Banca Monte Pruno per la realizzazione di interventi a favore delle comunità locali.

Al taglio del nastro è intervenuto il Sindaco di Piaggine Renato Pizzolante, unitamente all’amministrazione comunale, il Direttore della Fondazione Monte Pruno Antonio Mastrandrea e diversi cittadini presenti per l’occasione.

Un’opera conclusa con estrema celerità grazie, altresì, all’ottimo lavoro compiuto dalla Costruzioni Generali Santangelo S.r.l., guidata dall’imprenditore Carmine Santangelo che, già in passato, si è distinto per interventi con una matrice di forte valenza sociale a favore delle comunità del territorio, in stretta collaborazione con la Banca.

Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco di Piaggine Renato Pizzolante durante l’inaugurazione per aver realizzato questo intervento così sentito e significativo per la comunità. Lo stesso ha ringraziato per l’attenzione e la sensibilità la Fondazione Monte Pruno, nelle persone del Presidente Michele Albanese e del Direttore Antonio Mastrandrea, per dimostrato, ancora una volta, vicinanza e collaborazione in nome del bene comune e per il territorio.

Nicola Nigro

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