

La sinergia amministrativa-professionale che si è realizzatatra l’ing. Gennaro Sosto, Direttore Generale dell’ASL Salerno, nonché Vicepresidente Nazionale di Federsanità, con il dottor Giuseppe Gigliotti, Direttore del Dipartimento di Medicina e della Nefrologia dell’Ospedale di Eboli ha dato buoni frutto, con un’eccellenza nel cosiddetto “meridione con le pezze”.
Non a caso alla sanità nel Sud Italia, viene attribuita una grave crisi strutturale: mancanza di personale medico, infermieristico ed altre figure che completano l’organico socio-sanitario, quindi, ciò da luogo a un territorio debole in questo settore e, non solo. Da questo scaturiscono anche lunghe liste di attesa, ovviamente
con la carenza di servizi. Tutto questo, purtroppo, costringono migliaia di persone a viaggiare al Nord per curarsi. Questo fenomeno, chiamato migrazione sanitaria, costa al Sud miliardi di euro l’anno.
Ebbene il direttore Generale dell’Asl, l’ingegnere Gennaro Sosto, e il dottore Giuseppe Gigliotti, responsabile dell’UOC di Nefrologia di Eboli, hanno dimostrato che anche con poche risorse si può dar vita ad una medicina di eccellenza, che si trasferisce sul territorio in soccorso dei malati, in questo caso, con la dialisi domiciliare.
Come ho già scritto, in passato, tutto va nell’ottica di un modello che vede la casa come primo luogo di cura.
Il fatto che tutto ciò si realizza nel salernitano, nel Sud d’Italia, ed egregiamente realizzato dall’Azienda Sanitaria di Salerno, ben guidata dall’ing. Gennaro Sosto e, grazie all’impegno e la collaborazione del responsabile dell’UOC di Nefrologia di Eboli diretta dal dottor Giuseppe Gigliotti.
In effetti, il loro operato ha portato alla prima terapia domiciliare che ha consentito la dialisi direttamente a casa del paziente.
Va ricordato che il paziente è residente a Sant’Angelo a Fasanella (paese di poco più di 500 abitanti), un comune delle aree interne della provincia di Salerno.
Ulteriore peculiarità della prima procedura è che è stata eseguita in un edificio del 1500, un vecchio convento, poi, trasformato ,col tempo, in abitazione.
Il “rene artificiale domiciliare” è una tecnologia fortemente voluta dall’Azienda per migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte a dialisi, umanizzando il processo di somministrazione e che nel prossimo futuro coinvolgerà molti dei pazienti arruolabili, soprattutto quelli lontani dai punti di dialisi ospedaliera aziendale.
“Sono procedure che ci consentono di andare incontro alle esigenze di alcuni dei nostri pazienti, anche attraverso l’utilizzo della tecnologia e della telemedicina” dichiara il Direttore del Dipartimento di Medicina e della Nefrologia di Eboli, il Dottor Giuseppe Gigliotti. “La dialisi è una procedura complessa, che debilita la persona alla quale viene eseguita e che ha bisogno di un monitoraggio continuo. Il rene artificiale, anche grazie alla teleassistenza per il paziente, è la giusta integrazione tra l’aspetto ospedaliero e l’opportunità delle cure domiciliari anche nella nefrologia”.
Tutto questo ha indotto l’organizzazione internazionale “Patient Engagement Award” che significa proprio “Premio per il coinvolgimento dei pazienti” ad assegnare all’Asl di Salerno i primo premio.
L’iniziativa promossa da Helaglobe srl il cui obiettivo è quello di valorizzare i progetti che mettono in pratica in modo concreto ed efficace il coinvolgimento delle persone con patologia, dei caregiver e delle comunità di riferimento.
In merito alle motivazione del premio, per una completezza informazione, rimandiamo il tutto alla nota dell’ufficio stampa dell’ASL Salerno, il cui responsabile è il Dott. Giuseppe Calabrese, che mantiene i rapporti con gli organi di informazione.
Il progetto dell’ASL Salerno dedicato allo sviluppo della dialisi domiciliare per i
pazienti delle aree interne e disagiate si è aggiudicato il primo premio del “Patient Engagement Award”, il concorso promosso da Helaglobe dedicato alla valorizzazione delle migliori esperienze in grado di innovare e generare un impatto positivo nella vita delle persone con patologia e dei loro caregiver.
Il prestigioso riconoscimento, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, è stato conferito all’ASL Salerno del Direttore Generale e Vice Presidente Nazionale di Federsanità ing. Gennaro Sosto questa mattina, presso il Duo Milan Porta Nuova di Milano.
La progettualità premiata risponde in pieno alle indicazioni della Regione Campania sull’assistenza territoriale e sulla casa come primo luogo di cura. Essa, infatti, consente di effettuare la dialisi direttamente a casa del paziente, nell’ottica del paradigma della “casa come primo luogo di cura” propugnato dal Direttore Generale Sosto al fine di migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte a dialisi.
Una prassi innovativa, che umanizza il processo di somministrazione a cui sono soggetti molti pazienti, soprattutto quelli lontani dai punti di dialisi ospedaliera aziendale, eliminando i disagi legati agli spostamenti, fino a ieri inevitabili.
Il progetto è coordinato dalla UOC di Nefrologia dell’ospedale di Eboli diretta dal dr. Giuseppe Gigliotti: “Il rene artificiale domiciliare –ha dichiarato– è una tecnologia fortemente voluta dall’Azienda per migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte a dialisi, umanizzando il processo di somministrazione e che nel prossimo futuro coinvolgerà un numero sempre maggiore di pazienti arruolabili, soprattutto quelli lontani dai punti di erogazione della dialisi ospedaliera aziendale”.
Il servizio, riferito prevalentemente ai residenti di comuni con particolari difficoltà nell’accesso alle cure dettate dall’area geografica di residenza (aree interne e aree disagiate), è un incontro tra medicina di prossimità e telemedicina, attraverso cui diventa possibile fornire un trattamento di alta qualità e personalizzato, offrendo al paziente una maggiore flessibilità, autonomia e un miglioramento della qualità della vita, garantendo prossimità ed equità d’accesso alle cure.
Il rene artificiale, anche grazie alla teleassistenza, è la giusta integrazione tra l’aspetto ospedaliero e l’opportunità delle cure domiciliari: il servizio, riferito prevalentemente ai residenti di comuni con particolari difficoltà nell’accesso alle cure dettate dall’area geografica di residenza, è un incontro tra medicina di prossimità e telemedicina, attraverso cui diventa possibile fornire un trattamento di alta qualità e personalizzato, offrendo al paziente una maggiore flessibilità, autonomia e un miglioramento della qualità della vita, garantendo prossimità ed equità d’accesso alle cure. La volontà è quella di portare le procedure direttamente a casa del paziente.
“L’Azienda sta investendo molto su tecnologie in grado di migliorare la vita delle persone, soprattutto quelle che si sottopongono settimanalmente a procedure intense e faticose. – afferma il Direttore Generale ing. Gennaro Sosto – La casa come primo luogo di cura non può essere un semplice slogan: il rene artificiale si unisce alla realizzazione di un modello di assistenza territoriale che vede l’Azienda e i suoi professionisti in prima linea per migliorare la presa in cura della persona anche nelle aree meno servite dai Servizi Sanitari.”>>.
Giornale IL SUD Mezzogiorno d' Italia