Divario Nord-Sud, con l’on. Soriero alla Presidente degli ex parlamentari, una speranza in più per un vero dibattito


Il Sud è ricco di storia e Cultura produttiva
Approfitto dell’elezione a presidente dell’Associazione ex parlamentari dell’onorevole Giuseppe Soriero, per fare un excursus sull’impegno sociale, professionale, politico ed  accademico di una persona che ama, in modo viscerale, l’Italia, in particolare il Sud. Questo perché l’on. Soriero è stato sempre convinto che i problemi del nostro Paese finirebbero con il riscatto e il rilancio ello sviluppo nel Mezzogiorno. Conosco Giuseppe Soriero da anni. Ho sempre apprezzato la sua coerenza, il suo impegno, i suoi modi gentili. Sempre cortese, mai una parola fuori posto. Da un po’ di tempo non ci incontriamo personalmente, ma ci manteniamo in contatto.
L’ architetto Soriero crede molto anche nella valorizzazione delle risorse del Sud, a partire dalla cultura, dai siti archeologici e dalla loro Storia, come i Templi greci di Paestum e Agrigento, le architetture barocche di Lecce, passando per i Sassi di Matera in Basilicata. Insomma, il Mezzogiorno è custode di tesori inestimabili, da Napoli  a Reggio Calabria, dove troviamo, tra l’altro, i Bronzi di Riace. Un immenso patrimonio archeologico (da Capo Colonna a Sibari), borghi storici come Gerace e Pontedattilo, arroccato sul Monte Calvario e tanti altri, collocati sempre nel Mezzogiorno d’Italia. Quindi, parliamo di una concentrazione storico-monumentale tra le più importanti al mondo, custode di civiltà millenarie, dalla Magna Grecia all’Impero Romano, fino alle stratificazioni bizantine e longobarde.
Un uomo di sani principi etici, molto impegnato
Giuseppe Soriero, un uomo rispettoso delle regole, coerente e, per questo, è stimato da tutti. Nato a Catanzaro nel 1950, laureato in Architettura, con 110/110, deputato per tre legislature, dal 1992 al 2001, sottosegretario al Ministero dei Trasporti e della Navigazione, dal 1996 al 1998.  Docente universitario, è stato Componente del Comitato di Presidenza Svimez, negli anni 2007-2008 è Consigliere esperto per le relazioni culturali nel Mediterraneo, alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Nel ruolo di docente universitario, si è occupato di architettura e  cultura artistica e dell’Accademia delle Belle Arti di Roma. Il professor Soriero è anche presidente emerito della Conferenza nazionale dei presidenti delle Accademie statali. Un altro ruolo prestigioso che ha ricoperto è stato da presidente del Comitato interministeriale del Porto di Gioia Tauro (1997- 2000), considerato il primo porto del bacino del Mediterraneo. Non va sottovalutato il suo impegno continuo per il Meridione. Le sue analisi hanno dato un contributo alle varie correnti di pensiero, con lo scopo di superare il divario socio-economico Nord-Sud e, quindi, la questione meridionale, che la politica, anche con gli interventi straordinari, non è stata capace di risolvere, accentuando lo sbilanciamento, facendo così crescere clan e cosche.
Giuseppe Soriero, da circa 15 anni, è componente del Consiglio d’amministrazione della Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno). Inoltre, nel tempo, si è molto dedicato allo studio delle politiche di coesione per un nuovo dialogo  Nord-Sud. Autore di numerosi libri, è recente l’uscita del suo volume “Andata in porto”, dedicato alla complessa vicenda e alle potenzialità notevoli del Porto di Gioia Tauro.
Il Sud, dinamiche di sviluppo, criticità e analisi Svimez
La Svimez nasce nel 1946, su iniziativa del Ministro per l’Industria Morandi e del gruppo dirigente dell’IRI (Saraceno, Menichella, Giordani e Cenzato). L’obiettivo era quello di promuovere lo sviluppo industriale del Mezzogiorno, all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale. Purtroppo, nel corso degli anni, i ritardi sono stati tanti, tantissimi. Anche oggi i ritardi accumulati riguardano pure la spesa relativa al PNRR. Per esempio, i lavori per la riqualificazione del ghetto in Puglia, del valore di 30 milioni non sono stati completati. Per i fondi di coesione, ogni opera viene realizzata, con particolare lentezza negli interventi, specialmente nella sanità territoriale.
Se diamo uno sguardo all’indietro, vediamo tante “Infrastrutture fantasma”, disseminate nel nostro territorio,
che hanno avuto un inizio, ma non hanno mai avuto una fine. Insomma, molte opere sono state organizzate e gestite in modo orribile. In merito, con la presidenza dell’on. Soriero, molti di questi temi faranno parte dell’agenda dell’Associazione ex parlamentari.
Italsider di Taranto e l’impegno dell’on. Soriero
Giuseppe Soriero, nel dibattito sull’Italsider, non ha fatto mancare il suo contributo, perché ha seguito e analizzato criticamente l’evoluzione del polo siderurgico tarantino (nato come Italsider e poi divenuto Ilva). Infatti, nel suo saggio “Sud, vent’anni di solitudine“, ha evidenziato come l’Italsider di Taranto abbia rappresentato l’emblema, in negativo, dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno. A tal proposito, spesso ha evidenziato come questi massicci investimenti statali abbiano, spesso, creato “cattedrali nel deserto”, prive di un vero indotto e non integrate pienamente con i territori circostanti. Con la vendita dell’Italsider, quindi, con la privatizzazione del colosso siderurgico dell’IRI – avvenuta alla fine degli anni ’80 – fu smembrato un gruppo pubblico il cui risultato fu che i protagonisti privati iniziali, dopo averlo “scippato” allo Stato, per una “manciata di fave,” lo gestirono ancora peggio, concentrandosi solo sui profitti e creando tanta precarietà. Poi, nel coso degli anni, anche di fronte a un dibattito aspro, lor signori hanno continuato per la propria strada, senza nessuna strategia seria, causando gravi emergenze socio-sanitarie ed ambientali. Ovviamente, le omissioni e la cattiva gestione ai nuovi proprietari, dopo l’Iri, è costata anche la galera, causando, quindi, non solo la non crescita socio-economica del territorio, ma anche migliaia di cassaintegrati, disoccupati e tanti morti per tumori. La magistratura, di fronte a tanti guasti, fu costretta al sequestro degli impianti, proprio per disastro ambientale. Dal dibattito emerge che, inizialmente, ci sono stati tanti profitti e pochi investimenti, per cui gli impianti sono diventati obsoleti, con una scarsa manutenzione e modernizzazione. Alla fine, per la forte incidenza dell’inquinamento sul territorio e le politiche di riassetto comunitario della siderurgia pubblica hanno spinto sempre di più verso la chiusura.
Il Mezzogiorno, i propositi e le speranze nello Svimez
L’idea della creazione dello Svimez era buona, perché i propositi erano buoni. Lo scopo era quello di favorire la crescita economica del Sud attraverso studi di fattibilità, investimenti e iniziative concrete, con un focus sull’industrializzazione del Mezzogiorno, come chiave per ridurre il divario economico con il Nord. Ma la debolezza della classe politica Nazionale, ma soprattutto quella Meridionale, ha creato molti guasti che hanno favorito la crescita della delinquenza organizzata che, a sua volta, ha fatto di tutto: morti eccellenti e non, formazione di manovalanza criminale, ruberie, amministrazioni comunali infettate, consigli sciolti. Si è arrivati perfino ad utilizzare le bombe, per uccidere personaggi che amavano e lavoravano per il Sud, uomini delle Istituzioni, come Mattarella, La Torre, Falcone, Borsellino e tanti altri. Per gli errori e i limiti della classe dirigente si è creato un circolo vizioso tale che la criminalità organizzata non si è fermata di fronte a niente, perché si consideravano Stato, quindi, potevano fare e disfare. Chi ostacolava poteva anche pagare con la vita.
Associazione “IL CAMPO Idee per il futuro”
L’on. Giuseppe Soriero non si è dato mai per vinto ed ha lottato in lungo e largo per il Sud. Ne è la prova la nascita dell’Associazione culturale “IL CAMPO Idee per il futuro” di cui è presidente. Il suo motto si può così sintetizzare: “Lottare, ancora lottare per la mia Calabria, l’Italia e l’Europa”.
La sede principale è a Catanzaro e si occupa essenzialmente di promuovere il dibattito sulle trasformazioni politiche, la tutela ambientale e l’organizzazione di incontri socio-culturali, mirando a un maggiore rapporto con le Istituzioni regionali, nazionali ed Europee.
In merito,  l’Associazione ha più volte sollecitato i governi e i parlamentari nazionali ed europei il loro impegno per valorizzare il Mezzogiorno, puntando su infrastrutture e innovazione, pena l’aumento delle sperequazioni interne e, quindi, della perdita di peso nazionale e internazionale di una parte dell’Italia, ricca di risorse territoriali, ma scarsa di infrastrutture.
Trasporti e viabilità nel Sud
Spostarsi oggi in auto o in treno, tra le regioni del Sud, ad esempio dal Cilento verso la Calabria o la Puglia, richiede tempi di percorrenza lunghi e faticosi, con collegamenti ferroviari, quasi inesistenti, che penalizzano i tempi di viaggio rispetto al Nord Italia.
C’è stato qualcuno che ha ipotizzato che il Mezzogiorno potesse diventare la California d’Italia ( ovviamente non proprio l’isola immaginaria descritta nel romanzo cavalleresco del 1510 “Le avventure di Esplandián”di Garci Rodríguez de Montalvo). Da tutto questo è partito anche un dibattito socio-economico, ma purtroppo è stato solo un dibattito.
Ecco il perché l’espressione “Mezzogiorno come California d’Italia” è diventata solo un’ipotesi di sviluppo economico, agricolo e turistico e nient’altro, visti i risultati negativi attuali. Dal 2019, oltre 300 mila giovani, tra i 18 e i 35 anni, lasciano il Sud per andare altrove, in particolare al Centro-Nord.
Troppo spesso, viene evocato da esperti e non il potenziale inespresso del Sud: clima straordinario, vocazione per l’agricoltura di qualità, energia solare e un turismo costiero e culturale che, se uniti a infrastrutture adeguate, potrebbero replicare il boom economico californiano. Purtroppo, quello che manca è una classe dirigente adeguata: locale, regionale, nazionale ed europea.
Se sul fronte solare ed eolico il Mezzogiorno ha un potenziale persino superiore, per attrarre investimenti energetici, la vera sfida rimane la burocrazia. Allora, qualcuno si può anche chiedere: perché le scartoffie diventano, spesso, una documentazione da compilare e gestire con tanta difficoltà, solo per i poveri cristi?
Da ciò, anche il sogno di un Mezzogiorno come motore del Mediterraneo non si può avverare. Infrastrutture e innovazione tecnologica sono solo una chimera, poiché non c’è una rinnovata attenzione per le risorse locali che, purtroppo, continuano ad andare nella direzione più negativa possibile.
Presidenza dell’Associazione ex parlamentari
Come dicevo sopra, per l’on. Giuseppe Soriero è arrivato un altro prestigioso incarico che arricchisce ancora di più il suo prestigioso curriculum.
E’ recente che l’assemblea dell’Associazione ex parlamentari della Repubblica, lo ha eletto suo presidente all’unanimità, per il prossimo triennio. In merito, è stato eletto vicepresidente vicario l’on. Angelo Maria Sanza, tesoriere Vincenzo Gino Alaimo.
L’assemblea dopo aver commemorato con viva commozione la figura del proprio predecessore, on. Giuseppe Gargani, recentemente scomparso, e di aver ringraziato il vicepresidente vicario Valter Bielli che, assieme a Gino Alaimo, ha guidato la fase di transizione. Nel suo intervento, l’on. Soriero ha tracciato le linee dell’itinerario futuro, denso di indicazioni, nella sempre viva volontà del consesso di non recedere dal proprio protagonismo politico, forte del patrimonio di esperienza e competenza che esso esprime al servizio del Paese. “Siamo una risorsa della Repubblica ci è stato detto negli incontri con il Presidente Mattarella e nei convegni promossi con i vicepresidenti della Camera e del Senato”, ha sottolineato Soriero, illustrando l’ampio ventaglio di iniziative che l’Associazione intende perseguire, per contribuire alla valorizzazione delle funzioni del Parlamento, ancor più nell’80° anniversario dell’Assemblea Costituente.
Nella presentazione sul sito dell’Associazione si legge: <<L’Associazione degli ex Parlamentari della Repubblica Italiana nasce nel 1969, con l’intento di affermare l’esigenza, profondamente sentita, di una continuità di testimonianza e di presenza anche dopo il termine del mandato elettorale>>.

Nicola Nigro

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