


Non me ne voglia, l’amico Carmine Campagna, se mi prendo un po’ di spazio, in più, per questa introduzione alla nota del <<gruppo “Eboli Cittadinanzattiva” di Carmine Campagna>> che ci ha fatto pervenire. Oltretutto, il tema è davvero attuale, visto che riguarda la Sanità in generale e la Valle del Sele in particolare, ma soprattutto evidenzia di come si è arrivati alla chiusura dell’Ospedale di Battipaglia.
Purtroppo, c’è ancora qualcuno che vuole far credere che tutto è avvenuto “per caso o ciel sereno”, ma così non è se si guarda al presente, al passato ed alle precedente segnalazioni, come viene giustamente evidenziato nella nota.
Certo le polemiche non servono dopo i fattacci, ma proprio attraverso le polemiche costruttive, le analisi e la puntualizzazione di ciò che è accaduto che si può capire la capacità della classe dirigente che ha governato, ciò anche per non ripetere lo stesso errore o meglio l’utilizzo della stessa classe dirigente per altri lidi.
L’Italia è il Paese dei disastri, dietro l’angolo c’è sempre un guaio, ma mai si riesce a programmare preventivamente ciò anche per far fronte, in tempo reale, ai disastri.
E’ un caso che le famiglie di Pozzuoli, hanno gli stessi problemi di quelle di Ischia, di Niscemi (Sicilia) ecc. ecc., Forse, non è lecito chiedersi, ma i Governi che si sono succeduti, cosa hanno fatto?
E, poi, quello attuale che tanto aveva criticato cosa sta facendo?
Quando alle tante famiglie va bene finiscono in una tenda o una palestra, ma capita anche in macchina sotto le stelle?
Non sarebbe giusto prevenire tutto questo?
Magari utilizzando concretamente la Protezione Civile, attrezzandola davvero, per esempio mettendo a sua disposizione mille/duemila case smontabile e montabile in 48 ore?
Non sono un esperto, ma qualcuno che ne sa più di me, ha detto che volendo tutto questo è possibile, ma lo Stato deve fare lo Stato.
Ritornando alla problematica richiamata da Carmine Campagna, essa va oltre e, quindi, è giusto ricordarla qui: “L’attivazione immediata delle Case della Comunità — presìdi multidisciplinari operativi H24 o 12/24 dotati di Punti Unici di Accesso (PUA) — consentirebbe di prendere in carico le cronicità e le fragilità sul territorio, riducendo drasticamente gli accessi impropri al Pronto Soccorso”.
Ho sempre seguito con attenzione le battaglie di Carmine sulla sanità, perché esse vengono da molto lontano cioè dall’inizio degli anni ottanta e con lui ed altri amici e compagni abbiamo fatto molte battaglie, prima con la Cgil- FP e poi nel partito Socialista. Carmine, va anche detto che non si è mai risparmiava ed è stato sempre in prima fila, pure come componente della segreteria comprensoriale del sindacato, in soccorso dei più deboli.
All’indomani della legge 833/78, mi trovai a dirigere, come Segretario Generale, la Cgil-FP del Comprensorio Sele-Diano-Cilento con oltre 140 Comuni e decine e decine di Enti pubblici. Ebbene Carmine, insieme ad altri Compagni della segreteria composta proprio da Carmine Campagna, Michele Macchia, oltre ai compianti Vincenzo Caputo e Nicola Naponiello.
Ricordo che Carmine, che lavorava all’Ospedale di Battipaglia, già allora con altri dirigenti sindacali: Vittorio Guida, Enzo Compagnone ed Angelo Spera battagliavano, con il sostegno dell’intero sindacato, per migliorare la programmazione ed aggiustare quello che non andava per il verso giusto, non a caso ciò fu stigmatizzato anche in molti convegni.
Per quanto mi riguarda la sanità, dopo la legge 833/78, per dare uno strumento in più al sindacato fu stampato il libro “ I Distretti Sanitari”, che diventò il cavallo di battaglia della Cgil-Cisl-Uil. Purtroppo anche allora la politica era più interessata alle poltrone per gli amici che alle professionalità giuste per una buona organizzazione della sanità sul territorio.
In questi giorni il nostro giornale si è occupato anche delle buone cose che l’Asl di Salerno ha avviato come l’Unità Operativa Complessa (UOC) di Nefrologia del Presidio Ospedaliero di Eboli, diretta dal Dott. Giuseppe Gigliotti, dando una svolta per i malati dell’apparato renale, con la dialisi domiciliare. Parliamo di un paziente residente a Sant’Angelo a Fasanella (paese di poco più di 500 abitanti), un comune delle aree interne della provincia di Salerno.
Un’altra iniziativa lodevole è stato l’avvio della Radiologia Mobile realizzando la prima radiografia domiciliare nelle Aree Interne sempre nel Cilento, questa volta a Valle dell’Angelo (poco più di 200 abitanti), ovviamente il referto, in tempo reale.
Tutto questo è stato sviluppato dalla UOC Governance dei Processi di Telemedicina e Intelligenza Artificiale dell’ASL Salerno, diretta dal dott. Antonio Coppola e dal Dipartimento di Diagnostica per Immagini diretto dal dott. Andrea Manto utilizzando la rete delle Botteghe di Comunità.
Ma può bastare tutto questo per sanare i disastri organizzativi e funzionali che, nel tempo, si sono consumati?
Sicuramente no!
Comunque, le iniziative come quelle di “Cittadinanzattiva di Carmine Campagna”, possono aiutare.
Più volte abbiamo e viene evidenziato anche nel libro “I Distretti Sanitari”, fino a quando la Regione e i management delle Asl non si convincono che la svolta parte dalla medicina generale – la cosiddetta medicina di base – non superare la carenza dei posti letti degli ospedale (ovviamente pubblici) e l’affollamento dei Pronti Soccorsi.
La legge 833/78, bene applicata non solo dava una buona sanità territoriale, ma faceva risparmiare tanti quattrini alla sanità pubblica ed alle famiglie con la valorizzazione della medicina domiciliare, purtroppo si è arrivato a capirlo, solo dopo circa 50 anni.
Sempre a proposito costi benefici nella sanità pubblica, in un’altra occasione scrivevo: <<… la legge di riforma 833/78 lo prevede ampiamente, solo che la sua applicazione, nel corso degli anni, è stata “violentata” a discapito dei pazienti dell’intera organizzazione sanitaria pubblica, con tanti spechi di risorse economiche e di personale, fino a giungere adesso che il personale si è ridotto al lumicino >>.
Infine, a proposito del Tribunale per i Diritti del Malato, nel 1980 cioè quando ero un tirocinante Farmacista all’Ospedale di Eboli, ho ricoperto la carica di delegato e fu un’esperienza straordinaria, perché conobbi tanti professionisti di grande spessore che si spendevano per migliorare la sanità, ma soprattutto rendere più efficace il servizio pubblico.
Ecco la nota che ci ha fatto pervenire “Cittadinanzattiva di Carmine Campagna”:
EBOLI CITTADINANZATTIVA ·
Carmine Campagna – Amministratore
La sanità pubblica ci riguarda tutti da vicino. Vale la pena spendere 2 minuti per leggere e condividere.
Troppo spesso ci rendiamo conto dell’importanza del Servizio Sanitario Nazionale solo quando ne abbiamo un bisogno urgente. Tra liste d’attesa infinite, strutture in affanno e personale medico e infermieristico costretto a turni stremanti, la salute — che dovrebbe essere un diritto fondamentale e garantito — sta diventando sempre più un privilegio per chi può permettersi le cure private.
La sanità pubblica non è un costo da tagliare, ma un investimento sulla vita e sul futuro di ognuno di noi. Difenderla significa tutelare il diritto di tutti a curarsi, a prescindere dalle proprie disponibilità economiche.
Non aspettiamo di trovarci in difficoltà per far sentire la nostra voce.
Se credi anche tu che la sanità pubblica vada difesa e valorizzata, condividi questo messaggio.
Nella Valle del Sele, qual è la saluta della Sanità? La diagnosi e di Cittadinanzattiva e del Tribunale per i Diritti del Malato
Inoltre scriveva:
Sanità nella Valle del Sele: Cittadinanzattiva e il Tribunale per i Diritti del Malato indicano la strada per superare l’emergenza
BATTIPAGLIA / EBOLI — All’indomani della repentina chiusura del presidio ospedaliero di Battipaglia e a seguito del susseguirsi di notizie contrastanti sulle reali motivazioni della serrata, Cittadinanzattiva e il Tribunale per i Diritti del Malato intervengono per chiedere trasparenza e tempi certi nella gestione della crisi.
Prima di generare allarmismi, evacuare un ospedale e trasferire d’urgenza i degenti — saturando così i plessi vicini — sarebbe stata doverosa una comunicazione trasparente da parte dell’Ufficio Tecnico e dell’ASL. Occorre chiarire se si tratti di criticità strutturali improvvise o del mancato rispetto delle normative
antisismiche. È noto, infatti, che dopo il sisma del novembre 1980 vennero condotti accertamenti che portarono al rilascio del certificato di agibilità, pur nella consapevolezza che la struttura fosse antecedente alle normative vigenti, evitando all’epoca lo sgombero di pazienti e personale.
È lecito chiedersi come la politica abbia gestito la struttura nel corso di questi anni, pur essendo a conoscenza di tali criticità. Richiamando la lezione di Schopenhauer su “volontà e rappresentazione”, viene da riflettere su come si sia costruito un Sistema Sanitario all’interno di una società dinamica, dove la politica fatica a stare al passo con i normali cambiamenti, figuriamoci di fronte a una crisi strutturale, organizzativa o ideologica.
La narrazione attuale appare persino anacronistica: l’impressione che si vuole dare è quella di un crollo improvviso dovuto a una calamità naturale, piuttosto che le conseguenze di anni di incuria. È fondamentale ora ascoltare i tecnici, le Direzioni ospedaliere e tutti quei professionisti che quotidianamente tutelano la sicurezza di operatori e pazienti. Riteniamo doveroso un intervento dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), della Direzione Sanitaria e del Difensore Civico Regionale su questo grave disservizio che si è abbattuto sui cittadini del territorio.
Le rassicurazioni verbali lasciano il tempo che trovano e troppo spesso vengono smentite dai fatti. Come contribuenti e utenti — veri e propri “datori di lavoro” della sanità pubblica — abbiamo il dovere di pretendere chiarezza, superando la rassegnazione e rifiutando che una crisi di tali dimensioni venga ridotta a un semplice episodio di cronaca locale.
“La differenza profonda tra filosofia e politica risiede nel fatto che, se la prima contempla la realtà, la seconda ha il dovere programmatico di cambiarla”, dichiarano i rappresentanti delle due organizzazioni. “In ambito sanitario, la politica non può ridursi a mere passerelle, prolungate riunioni burocratiche o a un semplice ‘invito alla sopportazione’. I cittadini di Eboli, Battipaglia e dell’intera Piana del Sele non cercano giustificazioni, ma risposte concrete e urgenti ai propri bisogni di cura per non essere più costretti a dolorosi ‘viaggi della speranza’.”
L’urgenza indifferibile è gestire il presente ed evitare che il ritardo accumulato ricada sui pazienti, specialmente in vista della riapertura delle sale operatorie per gli interventi programmati dopo la pausa estiva.
Il rapido trasferimento dei degenti da Battipaglia ha generato un grave effetto domino: il presidio ospedaliero di Eboli è attualmente in forte sofferenza, schiacciato dall’aumento della domanda, dalla carenza di organico e dai turni feriali estivi. Pur riconoscendo l’enorme valore e lo sforzo straordinario di medici, infermieri e operatori sanitari, le soluzioni provvisorie finora adottate non sono sufficienti a garantire la stabilità dei servizi.
Per superare la paralisi e ripristinare la funzionalità del sistema sanitario, la vera svolta consiste nell’applicare tempestivamente le direttive del DM 77/2022 (ambito PNRR). L’attivazione immediata delle Case della Comunità — presìdi multidisciplinari operativi H24 o 12/24 dotati di Punti Unici di Accesso (PUA) — consentirebbe di prendere in carico le cronicità e le fragilità sul territorio, riducendo drasticamente gli accessi impropri al Pronto Soccorso.
Per concretizzare questa visione, Cittadinanzattiva e il Tribunale per i Diritti del Malato rivolgono un appello urgente al Presidente della Regione Campania, formulando quattro richieste prioritarie:
- Nomina immediata di un Commissario ad acta: una figura dotata di poteri straordinari per superare i blocchi burocratici e velocizzare i processi decisionali. 2. Ridistribuzione strategica del personale: una riorganizzazione rapida e temporanea degli organici dell’intera ASL per tamponare i reparti in maggiore sofferenza. 3. Riconversione dei presìdi territoriali: il pieno riutilizzo e la valorizzazione di distretti e dipartimenti per riattivare le prestazioni momentaneamente interrotte. 4. Coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale: il rafforzamento del loro ruolo come filtro primario sul territorio, misura indispensabile per evitare il collasso degli ospedali limitrofi, soprattutto in vista della ripresa dell’attività chirurgica programmata.
“Ridurre le liste d’attesa, potenziare l’emergenza-urgenza e garantire strutture adeguate non sono concessioni, ma diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione”, concludono le associazioni. “È tempo che le istituzioni trasformino la preoccupazione della comunità in una spinta operativa per realizzare, insieme, la sanità efficiente, trasparente e dignitosa che la Valle del Sele merita.”
Eboli-agosto 2026
Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato
A tal proposito il dott. Carmelo Tommasino scrive:
“Bravo Carmine. La sanità pubblica va difesa, valorizzata ed implementata. È insostituibile, perché risponde ai bisogni di tutti” >>.
Giornale IL SUD Mezzogiorno d' Italia