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Giovanna d’ Arco: perché ai giovani piace tanto?

30 MAGGIO 1431:

una vergine nel mezzo delle fiamme.

Per ricordare la pulzella d’ Orleans

Mariano Ciarletta*

Una giovane donna, emaciata, vestita solo di una lunga tunica grigia, interamente avvolta dalle fiamme, boccheggiando, rivolge gli occhi cerulei verso le nubi minacciose che avvolgono la città di Rouen il 30 Maggio del 1431. La folla che attornia la pira protende le mani verso l’ esile corpo oscurato dai fumi arroventati, quasi fosse una reliquia preziosa.
L’ immagine che ci perviene dalla Giovanna d’ Arco di Luc Besson durante la fatidica esecuzione è questa, una donna fiera che anche sul punto di morte non cede dinnanzi ai suoi nemici, opponibile alla Giovanna d’ Arco di Dreyer che, con fare sottomesso , legata al rogo, raccoglie addirittura la catena che scivola dalla sua spalla con pacata rassegnazione per ridarla al boia. Se è vero che i grandi volti della storia non tramontano mai , questa data , dunque, non può passare inosservata. Di famiglia modesta, analfabeta, scossa da visioni divine, la “pulzella” guida la Francia dilaniata dagli invasori Inglesi alla vittoria in un periodo realmente buio del Basso Medioevo, la guerra dei Cento anni ( 1353 – 1453). Priva di conoscenze riguardo l’ arte della poliorcetica , la fanciulla appena diciassettenne viene a scontrarsi con una Francia indebolita, la cui monarchia risente degli intrighi e delle guerre interne per la presa del potere. Ottenuta l’ approvazione regia di poter guidare l’ esercito francese, Giovanna marcia verso un mondo più grande di lei. Si infrange contro le poderose difese Inglesi come un’ onda violenta, invocando il nome di Dio, esaltando le proprie doti militari. Le fortezze inglesi ,che stringono la città di Orleans in una morsa letale (Les Turelles ) , vengono liberate una dopo l’ altra. La fatidica vittoria presso Patay in cui la cavalleria Inglese venne massacrata ( 18 Giugno 1429) segna il successo di Giovanna e la conseguente incoronazione di Carlo VII a Reims.
“Superba” – Afferma la pulzella un attimo prima di essere messa al rogo nel dialogo con la sua coscienza ( Besson). E’ forse per superbia che la giovane ha voluto continuare a combattere , pur sapendo dell’ opposizione del re che , ottenuta la sua corona, non aveva nessun interesse a continuare le ostilità? Il sipario su Giovanna cala nell’ esatto momento in cui calano i cancelli della città di Compiègne ,assediata dai Borgognoni , alleati degli Inglesi. La pulzella realizza solo allora che il suo tempo è finito, che ormai in quel meccanismo di guerre , di intrighi, non c’è più spazio per lei e che la sua figura sta seguendo inesorabilmente una parabola discendente.
Rimasta con pochi uomini fedeli fuori dalla città, viene catturata.
Portata a Rouen, messa in una gabbia , processata con l’ accusa di stregoneria ed eresia dal vescovo Pierre Cauchon sopporta il martirio di ben ventotto processi con relative torture fisiche e psicologiche , ma nonostante tutto le convinzioni di Giovanna rimangono intatte. La sua sicurezza cresce giorno dopo giorno, la fanciulla sostiene gli attacchi dei giudici con fare sicuro, ironizzando le risposte sulle proprie voci celestiali e custodendo gelosamente le cose dette solo al delfino di Francia : “ giurerò volentieri di dire tutta la verità, eccetto le cose dette al mio re, anche se minacciate di tagliarmi la testa” ( Besson)
Abbandonata inesorabilmente al braccio secolare, arsa viva nella piazza principale del mercato di Rouen, canonizzata dal Vaticano cinquecento anni dopo, Giovanna è diventata l’ emblema della Francia, una donna carismatica in grado di rovesciare le sorti di una storia il cui ago della bilancia pendeva totalmente a favore degli Inglesi. Se la storia dunque è maestra di vita e ci insegna a comprendere il presente, magari, in un tempo non troppo lontano e in questi secoli “ realmente” bui, ci sarà posto per una nuova pulzella di Orleans che sappia risollevare le sorti di un mondo in cui la perdita di valori è sempre più lampante.

*Università di Salerno – Restauro Beni Culturali – Studente

Allegato – Giovanna D’arco e Benedetto XVI

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