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Difensore Civico della Campania: con Vincenzo De Luca, continua a capitare anche quello che è successo con Stefano Caldoro?

  • La storia del Difensore Civico della Campania,
  • pensiamo che ha raggiunto davvero il limite della decenza
  • e della sensibilità umana di fronte all’ applicazione della legge
  • ed all’ esecutività delle sentenze.
  • E la giustizia?

 

  • La Regione Campania capeggiata da Stefano Caldoro, con la nomina del Difensore Civico ha fatto un “papocchio” che è stato ben tre volto bocciato dal Consiglio di Stato, adesso con la notifica dell’ultima sentenza  del 15 novembre 2016 l’amministrazione De Luca rimedia al “papocchio”?  
  •  (vedi allegato-1-sentenza-fortunato-c-di-s)

La storia del Difensore Civico della Campania, pensiamo che ha raggiunto davvero il limite della decenza e della sensibilità umana di fronte all’applicazione della legge ed all’esecutività delle sentenze. E la giustizia?

La Regione Campania capeggiata da Stefano Caldoro, con la nomina del Difensore Civico ha fatto un “papocchio” che è stato ben tre volto bocciato dal Consiglio di Stato, adesso con la notifica dell’ultima sentenza  del 15 novembre 2016 (vedi Allegato-1-sentenza-fortunato-c-di-s ) , la Regione ha un nuovo governo ed con a capo Vincenzo De Luca.

L’attuale vertice della Regione darà finalmente seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, in tempi ragionevolmente rapidi?

Pensiamo di si, perché se così non fosse significherebbe che i cittadini che hanno votato ed hanno mandato a casa Caldoro, l’hanno fatto inutilmente.

Così scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”:

<< “Affinchè tutto resti come prima bisogna che tutto cambi” cioè Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente>>.

Davvero il Presidente De Luca è così conformista da adeguarsi a ciò?

Speriamo proprio di no, se no, sarebbe la fine del mondo o meglio delle regole di una società civile.

Ritornando alla decenza ed alla sensibilità, purtroppo la decenza e la sensibilità, soprattutto quella istituzionale, non si va a comprare al mercato: o ce l’ha oppure non ce l’ha!

Cioè come giustamente scriveva Manzoni, a proposito di Don Abbondio,

il coraggio, uno non se lo può dare”.

Oltretutto un altro proverbio dice: “ Chi si fa i “Fatti” suoi campa cent’anni”.

Tutto questo, visto così è drammatico cioè la democrazia e l’applicazione delle regole comuni, in una società civile diventa un optional.

Per fortuna la stragrande maggioranza delle persone a capo delle Istituzioni non tutti la pensano così e spesso con nuove elezioni le cose cambiano davvero.

Proprio in virtù a questo, qui vogliamo raccontare un fatto, anche questo, al pari di quello dell’avv. Fortunato e che ha dell’incredibile.

La Regione Campania guidata da Stefano Caldoro per tutta la sua durata ha “subito” ciò che di strano si verificava al Consorzio di Bonifica di Paestum, con conseguenze disastrose per la collettività, visto che è indebito a tal punto che la sola Enel vanta circa 10,6 milioni di euro.

Per maggiori approfondimenti si rinvia al sito de “il Sud”

( http://www.giornaleilsud.com/2016/11/04/consorzio-bonifica-di-paestum-dott-franza-coraggio-ancora-coraggio/ )

In merito alla storia del Difensore Civico della Regione Campania,

non ci soffermiamo più tanto perché è stato fatto molto bene da

“Domina Comunicazione” e dalla

Segreteria Generale di Civicrazia

che per consentire gli opportuni approfondimenti ( vedi -Allegato-2-domina-comunicazione-segreteria-generale-di-civicrazia)., la Regione ha un nuovo governo ed con a capo Vincenzo De Luca.

L’attuale vertice della Regione darà finalmente seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, in tempi ragionevolmente rapidi?

Pensiamo di si, perché se così non fosse significherebbe che i cittadini che hanno votato ed hanno mandato a casa Caldoro, l’hanno fatto inutilmente.

Così scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”:

<< “Affinchè tutto resti come prima bisogna che tutto cambi” cioè Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente>>.

Davvero il Presidente De Luca è così conformista da adeguarsi a ciò?

Speriamo proprio di no, se no, sarebbe la fine del mondo o meglio delle regole di una società civile.

Ritornando alla decenza ed alla sensibilità, purtroppo la decenza e la sensibilità, soprattutto quella istituzionale, non si va a comprare al mercato: o ce l’ha oppure non ce l’ha!

Cioè come giustamente scriveva Manzoni, a proposito di Don Abbondio,

il coraggio, uno non se lo può dare”.

Oltretutto un altro proverbio dice: “ Chi si fa i “Fatti” suoi campa cent’anni”.

Tutto questo, visto così è drammatico cioè la democrazia e l’applicazione delle regole comuni, in una società civile diventa un optional.

Per fortuna la stragrande maggioranza delle persone a capo delle Istituzioni non tutti la pensano così e spesso con nuove elezioni le cose cambiano davvero.

Proprio in virtù a questo, qui vogliamo raccontare un fatto, anche questo, al pari di quello dell’avv. Fortunato e che ha dell’incredibile.

La Regione Campania guidata da Stefano Caldoro per tutta la sua durata ha “subito” ciò che di strano si verificava al Consorzio di Bonifica di Paestum, con conseguenze disastrose per la collettività, visto che è indebito a tal punto che la sola Enel vanta circa 10,6 milioni di euro.

Per maggiori approfondimenti si rinvia al sito de “il Sud”

( http://www.giornaleilsud.com/2016/11/04/consorzio-bonifica-di-paestum-dott-franza-coraggio-ancora-coraggio/ )

In merito alla storia del Difensore Civico della Regione Campania,

non ci soffermiamo più tanto perché è stato fatto molto bene da

“Domina Comunicazione” e dalla

Segreteria Generale di Civicrazia

che per consentire gli opportuni approfondimenti ( vedi Allegato-2-domina-comunicazione-segreteria-generale-di-civicrazia).

Allegato-1-sentenza-fortunato-c-di-s

Allegato-2-domina-comunicazione-segreteria-generale-di-civicrazia

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