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Ictus, la prevenzione prima di tutto, è quanto afferma il dott. Francesco Guarino

 

L’ictus può colpire tutti, ovviamente più facile

dopo i cinquant’anni e in età avanzata.

 L’ictus può essere: ischemico o emorragico.

Nel primo caso è di gran lunga più frequente ( circa l’85 % )

che consiste nel blocco del flusso sanguigno arterioso.

 

Cogliamo l’occasione di un convegno (vedi Allegato 1_ programma_convegno)  organizzato da Lions della IV Circoscrizione di Salerno e dalla sezione provinciale di A.LI.Ce (Associazione Italiana lotta all’ictus) per farci una chiacchierata con il dott. Francesco Guarino.

Sono in molti i nostri lettori che ci sollecitano di affrontate un tema così importante sul piano sanitario e sociale.

In merito il dott. Francesco Guarino, Neurologo dell’AOU Ruggi, evidenzia che, da qualche tempo,  anche i mass media prestano più attenzioni alle malattie cerebrovascolari che in Italia rappresentano la terza causa di morte e la prima causa di disabilità soprattutto nei soggetti adulti ed in particolare anziani.

Il dott. Guarino evidenzia che l’ictus è un fenomeno improvviso ed acuto che si manifesta a livello del cervello a seguito di un minor flusso sanguigno.

I “disastri” causati dall’ “ischemia” sono legati alla parte del tessuto cerebrale che viene colpito e dalla sua estensione.

Il deficit di flusso sanguigno  può provocare paralisi motoria degli arti, perdita di funzioni come  la parola, la visione, la sensibilità fisica o la memoria, fino nei casi più gravi, anche alla morte.

Nel nostro Paese – sottolinea il dott. Guarino – c’è una carenza organizzativa e dell’informazione per cui, spesso, malattie come l’ictus vengono sottovalutate .

La cosa giusta – sottolinea il dott. Francesco Guarino – sarebbe dare il giusto valore ad ogni patologia che affligge il nostro organismo, come pure creare dei presidi ospedalieri con specifiche eccellenze e non tanti  punti sanitari”  che operano nella totale precarietà di personale, di mezzi, strutture fatiscenti.  Dell’ictus si parla molto meno rispetto all’infarto, eppure esso è molto più pericoloso ;gli eventi cardiovascolari letali  che scaturiscono dall’ictus sono molto di più. Dalle statistiche emerge che mediamente in Italia ogni giorno, i casi di morte per infarto miocardico acuto è di circa 37.000, mentre dell’ictus è di 65.000.

Inoltre nel nostro Paese, ogni anno, ci sono 200.000 circa di nuovi ictus, con una prognosi grave in molti casi e non a caso l’ ischemia cerebrale rappresenta, la terza causa di morte, la seconda di demenza e la prima per l’ invalidità.

L’ictus può colpire tutti, ovviamente più facile dopo i cinquant’anni e in età avanzata.

L’ictus può essere: ischemico o emorragico. Nel primo caso è di gran lunga più frequente ( circa l’85 % ) che consiste nel blocco del flusso sanguigno arterioso.

Comunque in questo caso se non si elimina l’ostacolo in pochi minuti, le cellule nervose vanno incontro a un danno definitivo e permanente.

Mentre l’ictus emorragico, rappresenta 15 % circa ed è dovuto invece alla rottura di un’arteria cerebrale.

Molti miei pazienti, ma in particolare amici, spesso mi chiedono – evidenza Francesco Guarino – come si può evitare l’ictus? Purtroppo non esiste una ricetta miracolosa, ma ci possono essere degli accorgimenti che contribuiscono ad evitarlo ci sono, o meglio fatti che non vanno assolutamente trascurati o sottovalutati per esempio: quando si avverte un  formicolio,una perdita di forza ad un arto  visione ridotta in una metà del campo visivo, vertigini, mal di testa persistente, insomma tutto ciò puo rappresentare il primo campanello di allarme

Il consiglio – evidenzia il dott. Guarino – che si può dare in questi casi o nel caso in cui non si riesce a muovere un arto o ad articolare la parola, o se non si riesce a capire quello che ci sta succedendo o che cosa ci stanno dicendo è bene consultare subito un medico all’occorrenza recarsi alla guardia medica o al pronto soccorso di uno ospedale.

Una tempestiva valutazione clinica completa può, nella maggior parte dei casi, svelare una patologia cardiovascolare che può essere causa di uno ictus; il rischio nelle prime ore dopo un attacco ischemico transitorio (Tia) è molto alto: meglio effettuare subito adeguati accertamenti.

Un plauso – sottolinea il dott. Guarino – va Lions della IV Circoscrizione di Salerno e dalla sezione provinciale di A.LI.Ce (Associazione Italiana lotta all’ictus) che hanno promosso a Salerno un convegno importantissimo (vedi Allegato 1_ programma_convegno), non solo per il mondo scientifico, ma soprattutto per i cittadini sul tema: “Diciamo no all’ictus – organizzazione e tecnologia al servizio della salute”.

In quell’occasione è stata affrontata  ( al dott. Francesco Guarino, era stata affidata l’ introduzione del convegno)  una verifica dello stato attuale dell’organizzazione, delle strutture e della tecnologia che può disporre questa branca della medicina nella Sanità pubblica e privata.

I dettagli relativi ai relatori e partecipanti viene affidato al comunicato stampa della Lions ( vedi all’Allegato 2_ Ictus-Comunicato Stampa), mentre brevemente, con il contributo del dott. Francesco Guarino  vogliamo richiamare l’attenzione sull’importanza del tempestivo intervento da chi è stato colpito da ICTUS.

Continuando la chiacchierata con dott. Francesco Guarino emerge anche che le origini dell’ictus,  per circa l’85% dei casi, come veniva evidenziato sopra,  è  dovuto all’occlusione di un vaso cerebrale (ischemia) da parte di un piccolo frammento (embolo) originato dal cuore o dai grossi vasi come l’aorta o le carotidi, oppure dal danno prodotto dalla pressione arteriosa elevata o dal diabete sui piccoli vasi cerebrali.

Nel restante 15% dei casi, l’ictus consiste nella rottura di un vaso cerebrale (emorragia) a causa di un aneurisma cerebrale o della fragilità dei piccoli vasi del cervello, dovuta ancora una volta prevalentemente all’effetto deleterio dell’ipertensione arteriosa di lunga durata sui vasi stessi.

Tutto questo causa il cosiddetto “ictus cerebrale” che da vita ad un deficit neurologico, causando una debolezza o il disturbo della sensibilità di una parte del corpo, la difficoltà a parlare o a vedere una parte del campo visivo, in assenza di dolore delle parti interessate.

Sempre dalla chiacchierata con il dott. Guarino, emerge altresì che una accorta prevenzione consente di evitare danni maggiori nel caso di ictus cerebrale.

In questi casi, ma soprattutto in soggetti apparentemente sani, evidenzia il dott. Guarino, è opportuno davvero fare prevenzione  per questo bisogna attenersi a poche cose, ma fondamentali: innanzitutto è consigliabile effettuare periodiche visite dal proprio medico di base che, se è attento, la prima cosa che fa verificherà il profilo di rischio vascolare del paziente.

Infine il dott. Francesco Guarino raccomanda, per riduce il rischio di ictus, di non fumare, praticare quotidianamente attività fisica, ad esempio camminare con passo spedito per 30 minuti al giorno per la maggior parte dei giorni della settimana, evitare l’aumento di peso, con appropriate diete. Come si sa ridurre il peso corporeo ha effetti positivi sulla pressione arteriosa, sul diabete e sui grassi nel sangue.

Occorre anche  limitare l’assunzione di alcol . .

Un altro fatto da non trascurare è la riduzione di grassi e condimenti di origine animale, aumentare il consumo di pesce quale fonte di grassi polinsaturi, aumentare il consumo di frutta, verdura, cereali integrali e legumi quale fonte di vitamine e antiossidanti.

E’ consigliato poco sale ( non più di 6 grammi) la raccomandazione vale ancora di più in soggetti con ipertensione arteriosa.

Inoltre è importante tenere sotto controllo la pressione, se occorre far ricorso a farmaci, in modo da avere  i valori inferiori 130/80 mmHg nei diabetici ed a 140/90 mmHge in casi normali. Occorre, inoltre, tenere sotto controllo la glicemia per evitare il diabete. Nei diabetici la riduzione del peso corporeo, le modificazioni dello stile di vita ed il controllo degli altri fattori di rischio devono essere particolarmente accurati.

Un altro fattore, non secondario, da controllare per prevenire l’ictus è la  fibrillazione atriale. In questi casi è indicata l’assunzione di farmaci anticoagulanti nei pazienti di età superiore ai 65 anni e in quelli che hanno già avuto un ictus ischemico cerebrale. Negli altri casi è utile assumere acido acetilsalicilico (aspirina). La scelta del farmaco deve essere, comunque, fatta dal medico curante.

Allegato 1_ programma_convegno

Allegato 2_ Ictus_Comunicato stampa

Allegato 3_Ictus_ pag. 6_7_ Casagit_ anno-2013-n-2-1

 

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