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Le idee ed i suggerimenti del prof. Funicelli sull’organizzazione sanitaria e la salute, guardando all’alimentazione

Qui di seguito il prof. Giuseppe Funicelli* analizza lo stato della SANITA’ in Italia, con riferimenti alle problematiche che investono tutta l’Europa e, poi si sofferma su un tema molto importante per la salute di ognuno di noi: “I rischi di un’alimentazione sbagliata”.
Nella prima parte evidenzia i limiti del servizio nazionale, partendo dal fatto che nonostante c’è un aumento della spesa sanitaria non sempre i servizi sono al top ciò perché manca una corretta programmazione ed organizzazione dei servizi. Un esempio eclatante è la carenza di giovani medici specializzandi per gli ospedali e con le uscite accelerate con “quota 100”: è caos totale, in tutta la sanità pubblica. Eppure per anni abbiamo il numero chiuso in medicina ed ancora oggi. Tutto questo da tempo i mass media ed i particolare i giornali ne parlano, ma la classe dirigente è incapace di trovare una soluzione adeguata ad incominciare dallo sblocco del numero chiuso in medicina. Inoltre la problematica più incalzante è la specializzazione dei medici, per carenza di posti disponibile e, se si ritorna al passato quando i giovani medici, dopo l’esame di abilitazione, entravano in ospedale per il cosidetto tirocinio ospedaliero, legge 148 del 18/04/1975, con un trattamento economico ridotto e con alcun collegamento di un rapporti di lavoro preordinato, per una eventuale assunzione, se non per concorso, proprio nella branca del tirocinio effettuato. L’entrata in ospedale, come tirocinante, è legata ad una semplice domanda, secondo il dettati del concorso, nella disponibilità della branca?
E’ davvero aberrante ricorrere a medici in pensione per tamponare la carenza e sfidando la illegalità e violentando chi dopo anni di sacrifici si godersi tranquillamente la pensione, ma facendo appello alla sua sensibilità di uomo-professionista a dare una mano attraverso qualche cooperativa di servizio inventata nell’occasione. Quindi secondo le previsioni nel 2025 mancheranno 16.500 medici specialisti, per un totale di 45.000 se si aggiungono quelli della medicina d’urgenza, pediatri, ecc. A questi vanno aggiunti circa 29.000 medici di famiglia che vanno in pensione entro 2028.
Ma come è possibile che si continua a parlare parlare, da anni e non si previene niente delle esigenze della società? La politica quando smette di essere il letargo? Gli italiani, cosa hanno fatto per meritare tutto questo? Forse prima o poi la stragrande maggioranza dei cittadini dormienti si svegliano e fanno come i pastori sardi, a quel punto cara politica è troppo tardi perché il numero di cittadini è enorme e poco si potrà fare soprattutto per la carenza di risorse.

*Chirurgo – Presidente A.I.I.M – Giornalista

L’assistenza sanitaria nel nostro Paese:
Scenario socio-economico

Il prof. Funicelli

Le proiezioni economiche sanitarie, assistenziali ed economiche descrivono uno scenario che pone l’accento sul progressivo aumento della spesa sanitaria dovuto ad una molteplicità di fattori, alcuni dei quali controllabili dal Servizio sanitario, altri no; tra questi ultimi l’invecchiamento della popolazione, l’incremento del tenore di vita, una crescente richiesta di servizi sanitari, rispetto ai quali la spesa sanitaria si presenta ai limiti della sostenibilità finanziaria, nonostante le reiterate misure di razionalizzazione della spesa pubblica.
Questa è la ragione principale che ha influenzato già nel 1992, durante il Trattato di Maastricht, i Commissari Europei nella scelta d’individuare i Livelli Assistenziali di Assistenza, più tardi recepiti dal Governo Italiano ed infine meglio precisati dalla legislazione regionale della Campania attraverso l’introduzione di soglie assistenziali predefinite che di fatto sanciscono e ribadiscono il principio, affermato anche dalla Corte Costituzionale , che l’assistenza sanitaria è un diritto compatibile con le risorse disponibili.
Ma risulta anche che l’insoddisfazione del cittadino è originata in gran parte da problemi organizzativi (accessibilità, informazione, cortesia),che si traducono, spesso, in migrazioni di utenti bisognosi di salute verso realtà sanitarie diverse dalla realtà sanitaria di residenza; ovverossia in alti indici di fuga” (rapporto percentuale tra il numero dei residenti dimessi fuori regione ed il numero totale dei residenti dimessi ovunque esprime la quota parte dell’attività ospedaliera richiesta fuori del territorio regionale di residenza), alla ricerca di altre realtà sanitarie ed ospedaliere territoriali in grado di “offrire” prestazioni sanitarie più qualificate e soddisfacenti ed, allo stesso tempo, facendo aumentare il flusso finanziario in uscita dalle AA.SS.LL. ed AA.OO. di appartenenza con depauperamento di risorse economiche.

RISCHI DI UN’ALIMENTAZIONE SBAGLIATA

Il cibo contiene non soltanto sostanze nutritive, che vengono utilizzate per ricavare l energia per l’espletamento di funzioni organiche vitali, ma anche sostanze inutili ed, in alcuni casi, addirittura tossiche.
Il fegato svolge un ruolo fondamentale nei processi digestivi rendendo non solo digeribili alcuni cibi che, senza le opportune modifiche non sarebbero assimilabili ma eliminando anche quelle sostanze che non hanno alcuna funzione nutritiva per il nostro organismo.
In alcuni casi il fegato non riesce ad eliminare alcune sostanze che si accumulano e diventano tossiche.
Il sistema migliore sarebbe quello di evitare che le sostanze nocive penetrino nel nostro corpo e vengano trasportate attraverso la circolazione sanguigna nei vari organi ed apparati.
In poche parole bisognerebbe avere un’ alimentazione sana, in modo tale da evitare al fegato lo stress di combattere contro quei cibi che possono causare problemi, ed in alcuni casi gravi malattie.
Le sostanze dannose non sono solo quelle che l’uomo volontariamente introduce, cioè’ quelle presenti nei cibi stessi (come i grassi in eccesso) ma anche quelle che si formano durante la cottura (idrocarburi policiclici) ad esempio alia brace.
Pensate che soltanto l’alcool provoca nel nostro Paese piu’ di 20000 morti all’anno, ma se ne parla poco perche’ fanno piu’ notizia le persone che muoiono per droga o per incidenti stradali (che non arrivano a mille morti all’anno).
Questa enorme strage passa quasi sotto silenzio e scarse sono le iniziative per prevenire o quantomeno informare correttamente su questo fenomeno.
Il fegato ha una grande capacita’ di combattere le sostanze tossiche come l’alcool, ma quando le quantità’ sono eccessive e protratte nel tempo, può’ subire danni irreversibili.
Il suo tessuto cellulare comincia ad essere invaso da tessuto fibroso connettivo (cirrosi) che va ad occupare spazi sempre piu’ ampi, distruggendo le cellule vive fino al punto che non è piu’ in grado di funzionare.
1/3 di litro di vino al giorno (2 bicchieri) non solo non creano danni ma hanno un certo beneficio per le arterie coronarie (cuore) se si trattasse di whisky (superalcolici) non bisognerebbe superare il limite di 25 grammi (un bicchierino) al giorno e naturalmente in alternativa al vino.
La scienza dell’alimentazione è nata molto di recente e solo negli ultimi venti anni si sono presi in considerazione i danni di un cattivo uso del cibo.
Nel calcolare la” razione alimentare” di un individuo bisogna tenere conto del suo fabbisogno calorico in base alla sua attività’ fisica quotidiana.
In generale sono necessari tra 3200 e 2300 calorie giornaliere in un uomo ed una donna adulti, naturalmente tale fabbisogno si modifica in particolari circostanze come la gravidanza in cui la donna aumenta di peso fino anche a 10 kg al termine della gravidanza.
Ma è ormai universalmente riconosciuto che una riduzione della quantità’ di cibo consumato e quindi delle calorie introdotte, allungherebbe la vita anche del 50% in piu’ (un uomo potrebbe arrivare a 120- 130 anni rispetto ai 70-80).
La cosa strana e’ che si è notato (negli animali da laboratorio) che basta ridurre la quantità’ di cibo senza preoccuparsi della qualità’ (cioè’ presenze di grassi o proteine animali) per allungare la vita.
È ovvio che la riduzione eccessiva (diete drastiche) può’ portare alla malnutrizione e quindi causare danni anche gravi al nostro organismo.
Il segreto quindi è di mangiare poco e consumare i cibi in orari prestabiliti. Il consumo dei pasti deve rappresentate un momento di assoluto relax, dove il cibo va masticato bene e con lentezza e non vi devono essere intorno motivi di tensione o stress.
Perche’ mangiare poco fa bene? Credo che una riduzione delle calorie stimoli il sistema immunitario e quindi aumenti le difese del nostro organismo ed inoltre una alimentazione bilanciata produce meno cataboliti tossici, in parole povere, meno inquinamento nel nostro corpo. Secondo recenti ricerche oltre un terzo di tutti i tumori sarebbe legato proprio all’alimentazione. Molte sostanze di origine alimentare possono svolgere un’azione lesiva o protettiva se assunte con continuità’.
La consuetudine, come ho detto prima, ad un eccessivo apporto calorico sproporzionato al consumo di energia, è di per se’ un fattore di rischio.
Gli scompensi alimentari selettivi riguardano l’abuso di grasso di origine animale, l’eccesso di alimentazione carnea, il consumo di cibi insaccati e cotti alla brace nei quali si formano gli idrocarburi politicità possono essere responsabili di tumori al colon ed allo stomaco.
Molti dei danni del nostro organismo siamo noi stessi a provocarli e la cosa grave è che in molti casi ciò’ avviene consapevolmente. Uno dei pericoli maggiori è rappresentato dal grasso idrogenato (ì cosiddetti acidi grassi “trans” cioè’ trasformati) contenuti in chips, patatine crocchette, bastoncini di pesce, biscotti, capaci di danneggiare le arterie, favorire il diabete e provocare tumori.
Oltre a favorire l’aumento di colesterolo i grassi trans, cioè’ gli oli vegetali solidificati (come la margarina) aggravano il rischio di malattie cardiovascolari.
Ecco perche’ queste sostanze da circa un anno sono state letteralmente messe al bando negli Stati Uniti e nei Canada, mentre in Italia non esiste una regolamentazione specifica.
Persino il burro è meglio della margarina, spesso piu’ i cibi sono gustosi piu’ probabilmente nascondono prodotti nocivi e non è vero che l’olio di oliva è piu’ dannoso dell’olio di semi!
E’ possibile che in futuro l’alimentazione sara’ completamente modificata, fabbricando cibi nutrienti ed energetici ma privi di sostanze che logorano l’organismo in lunghi ed estenuanti processi digestivi.
Quest’idea sconvolgerà’ i gastronomi piu’ appassionati e bandirà’ le attuali trasmissioni televisive dedicate alla buona tavola ma sicuramente sara’ l’arma vincente contro l’obesità’, il diabete e l’accumulo di grasso nei nostri tessuti e nelle nostre arterie.

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