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Un grande spettacolo organizzato dell’ ExpoDanza Idfc, dove la passione e la psiche hanno avuto ruoli rilevanti

“Missione compiuta”, dopo le promesse i fatti.
di Marita Miano

Marita Miano

Il direttore artistico di ExpoDanza Idfc, Ciro Venosa, coreografo e danzatore internazionale, per l’edizione appena conclusa a Varazze, fedele al suo modo di lavorare, ha offerto un livello altissimo di danza: eccezionale il parterre di docenti incaricati a dar lezione, allievi ballerini talentuosi, ospiti importanti ed una giuria composta da grandi nomi.
Ci corre l’obbligo ricordarla la giuria esaminatrice del festival, impegnata a valutare interpretazione, tecnica e coreografia delle varie esibizioni: Béla Foldi, Joseph Tmim, Alice Valentin, Carla Perotti, Amalia Salzano, Lorella Formica, Jodi Goodman, Gisella Zilembo, Giuseppe Bonanno, Michela Carbone, Massimo Perugini, Anna Amelio, Luciano Firi, Chiara Borghini, Antonio Desiderio, Camillo Di Pompo, Vincenzo Macario, Irma Di Paola, Mirko Giordano, Marco De Magnis, Alessandro Pitzalis. Chiaro, quindi, come l’affermazione “ci corre l’obbligo” non sia a caso perché è fondamentale comprendere l’importanza di manifestazioni votate principalmente alla divulgazione della vera finalità dell’Arte, perciò la stessa è giusto venga rappresentata dal talento.
Di conseguenza per decretare i migliori il compito deve essere affidato a chi ha davvero le competenze per farlo. Ad ExpoDanza, infatti, sono stati assegnati premi di valore, tra questi borse di studio per proseguire la formazione in centri ed eventi di qualità, consentendo inoltre ai ragazzi vincitori la possibilità di mettersi in mostra da più parti e ad alcuni di loro anche opportunità professionali; il premio Miglior Talento è andato a Gioele Cosentino in “Non domandare”; premio Miglior Coreografia sez. Danza a “Manifesto” di Alessandra Schirippa e per la sez. UrbanStreet a Pandemonium Crew, Brenda De Palo; premio Expo Danza 2019 a Studio DYV Top. Ricordiamo che il concorso dell’ultima giornata è stato presentato da Erica Gigli. Durante questa edizione poi abbiamo assistito ad un contest dedicato alle compagnie emergenti, la cui apertura è avvenuta con la coreografia “Mai amata” firmata da R. Cianti.
Ad aggiudicarsi la vittoria del concorso in questione, la performance “Via da qui” dell’Atelier della Danza di Novara. Sabato sera, invece, appuntamento col Gala ExpoDanza 2019; serata ricca di significati, espressi ed interpretati attraverso il linguaggio del corpo dei protagonisti susseguitisi in scena: splendida Alice Valentin alla prima internazionale in “Io sono la voce” omaggiando Maria Callas – Coreo. Ciro Venosa; IO – Interprete Chiara Borghini – denuncia alla violenza di genere – profondo messaggio – Coreo. Ciro Venosa; incisivi gli artisti di Massimo Perugini, mettendo in risalto il potere di andare oltre, spingere oltre il limite la propria mente; molto espressivi i ballerini della Gds Balletto di Genova. Il gala si è diviso in due parti: prima di passare al secondo tempo, l’organizzazione ha presentato l’intervento “L’arte rompe il silenzio contro la violenza sulle donne” a cura di Francesca Buffa, psicopedagogista e criminologa, la quale s’è soffermata non solo sulla violenza di genere ed i femminicidi ma pure sugli aspetti del bullismo.
Nella seconda parte “Carmen & Carmen. Due anime, una sola donna”, rivisitazione dell’opera di Bizet. Interpreti: Anna Amelio, Livia Di Donato, Chiara Borghini, Nikita Moscato, Vincenzo Vitaglione, Ciro Venosa con la partecipazione degli allievi Gds Contemporaryproject. Coreografie Ciro Venosa, regia Franco Fabio Moleti. L’opera è stata presentata in stile contemporaneo in cui passione e psiche hanno avuto ruoli rilevanti.

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