Home / Articoli / Eppure è successo a Rutino. L’opera d’arte di Mario Molinari: “Totem per la pace”, viene festeggiata a Torino ed altre parti, ma demolita nel piccolo comune cilentano, ma senza cultura ci può essere sviluppo? Chi ha dato i soldi all’Ente per distruggere tanto cemento? E, se se ne accorge la Corte dei Conti? E, le altre istituzioni? E, gli uomini di cultura? E, la grande stampa? Chi resta con il cerino in mano?

Eppure è successo a Rutino. L’opera d’arte di Mario Molinari: “Totem per la pace”, viene festeggiata a Torino ed altre parti, ma demolita nel piccolo comune cilentano, ma senza cultura ci può essere sviluppo? Chi ha dato i soldi all’Ente per distruggere tanto cemento? E, se se ne accorge la Corte dei Conti? E, le altre istituzioni? E, gli uomini di cultura? E, la grande stampa? Chi resta con il cerino in mano?


Il nostro giornale, più volte, si è cimentato sulle problematiche che affliggono il Sud ed in particolare le sue popolazioni.
Una serie di ataviche criticità, di carattere storico-sociali, ha consentito ad una classe dirigente mediocre di pensare unicamente a coltivare il proprio orticello, senza tener conto delle esigenze del nostro territorio.

Fernando Iuliano

Oggi, abbiamo un Meridione debole, ancora carente in strutture ed infrastrutture primarie e secondarie, senza autonome risorse.
“il Quotidiano del Sud” , qualche tempo fa, evidenziava: “Per lo Stato italiano chi nasce al Sud è figlio di un dio minore – La Corte dei Conti ci ricorda che viviamo in un Paese spaccato, che viaggia a velocità diverse: per ogni bambino da 0 a 5 anni un sindaco calabrese può investire circa 126,8 euro, in Liguria 1.377,9”.
Ciò dimostra anche un’altra grande manchevolezza. La nostra classe dirigente, nonostante occupi poltrone importanti ai vari livelli, non è capace di aprire, quantomeno aprire, un dibattito a 360 gradi, con il coinvolgimento dei cittadini. Il fatto più grave è che, spesso, sono proprio i nostri politici a criticare, dimenticando che i cittadini, continuamente lanciano messaggi negativi, ad ogni tornata elettorale. Alle scorse elezioni europee, un partito chiaramente nordista ha avuto tantissimi voti, da utilizzare contro di noi. Perché? E’ presto detto: per i limiti culturali e politici della classe dirigente del Sud.
Qui di seguito, il nostro direttore, dott. Nicola Nigro, svolge un’approfondita riflessione, partendo da un caso emblematico, verificatosi nel comune di Rutino. L’Amministrazione comunale, ad onta delle nostre grandi tradizioni artistiche e culturali, nonostante proteste e diffide, mostra una “granitica” volontà nel procedere alla demolizione di una vera opera d’arte: il “Totem per la pace”, realizzata dal maestro Mario Molinari che ha dato per questo una rilevanza anche internazionale alla cittadina cilentana.

  Fernando Iuliano*

*Presidente dell’Associazione “il Sud” e Docente

E’ possibile che la classe dirigente del Sud non trovi niente di meglio da fare che sprecare denaro pubblico, per distruggere, invece di costruire?

Nicola Nigro

Forse è quanto sta succedendo a Rutino.
Una storia davvero paradossale.
Dice un vecchio proverbio cilentano: “ I ciucci si sciarrano e i varliri si rompono”.
L’attuale sindaco di Rutino, Giuseppe Rotolo, è salito agli onori della cronaca, perché ha deciso di demolire, secondo quando dicono alcuni suoi concittadini, il “TOTEM per la pace”, una scultura realizzata da Mario Molinari, uno dei più prestigiosi artisti italiani contemporanei.
La smentita del Sindaco non si è fatta attendere, da quanto si legge, dopo aver alzato un gran polverone: “.. Il progetto prevede tra l’altro, anche lo spostamento in altro luogo del paese del Totem della pace, eretto per sostenere un messaggio che tutti condividiamo…”Totem per la pace” sarà spostato e dedicato all’ex sindaco Michele Voria..”.
Cogliamo nelle ultime parole un’ironia che non fa onore a nessuno, soprattutto alla cultura, perché parliamo di un’opera di grande valore. Tutto questo ha fatto sì che questo paese cilentano venisse inserito in un circuito internazionale, grazie al “Totem per la pace”.
Sulle dichiarazioni del Sindaco, sono in tanti a chiedersi come si faccia a spostare una struttura composta di tanto cemento. Forse andrà demolita e poi realizzata di nuovo? Ed i fondi, per tutta l’operazione, dove sono?
Per chi  vuole saperne di più, può approfondire, leggendo gli allegati di seguito: in particolare, una comunicazione della dott.ssa Maria Pia Balducci Molinari, del Comitato internazionale per il Totem della Pace nel mondo, una nota a firma dell’ arch. Michele Capasso della Fondazione Mediterraneo, articoli di giornali, ecc.
Invece, io voglio fare una riflessione sul mancato sviluppo del Mezzogiorno e della sua classe dirigente,  con un ragionamento, così come abbiamo fatto, nel corso degli anni, con il nostro giornale “il Sud”- Mezzogiorno d’Italia. Per questo segnaliamo il link: http://www.giornaleilsud.com/category/questione-meridionale/
In particolare, segnaliamo anche le pagine che riguardano “il Sud” cartaceo, in cui il prof. Lino Buscemi apre un dibattito, dove la classe dirigente non volle confrontarsi: http://www.giornaleilsud.com/2011/09/18/1115/ –  http://www.giornaleilsud.com/wp-content/uploads/2011/09/Il-Sud-maggio-2011-pag-2-3-3.pdf
Il suo ragionamento si può così sintetizzare
<< ….ragioniamo e confrontiamoci davvero perché l’Italia è “una e basta!”. Siamo capaci come altri Paesi di confrontarci, senza retorica e contrapposizioni? E’ possibile parlare di sviluppo e di infrastrutture utili al territorio?
 E’ possibile avere regole certe, ad esempio un amministratore che vive in una casa abusiva possa decadere in 48 ore? Tutto ciò vale per il Nord e per il Sud, senza “se” e senza “ma”: in merito richiama l’attenzione su un concetto:
 “ Il Sud, per dirla con i grandi pensatori di fine Ottocento, è davvero sempre più orfano?..” >>.
In quell’occasione, invece, il sottoscritto scriveva:
<< “Ma che cosa ha fatto l’Italia, in particolare il Sud, per meritare tutto questo?”
Il Paese niente, ma la classe dirigente parecchio. Innanzitutto, quella meridionale non ha saputo creare i presupposti giusti per dare valorizzazione a quelle risorse che ci invidiano tutti: agricoltura di eccellenza (pomodori di San Marzano, la mozzarella di bufala in Campania, gli agrumi in Sicilia), Beni culturali ed Ambientali, un artigianato fiorentissimo a livello locale e, poi, tanto, tanto sole e coste invidiabili, dove da aprile ad ottobre è possibile fare turismo balneare.
Insomma, se a ciò si aggiunge anche la trasformazione de i prodotti, è possibile anche dar vita alla piccola e media industria. Tutto è diventato utopia, da quando le amministrazioni locali hanno trasformato il territorio in un business individuale, anche con costruzioni abusive. Addirittura si trovano amministratori che con pseudo concessioni edilizie realizzano delle vere e proprie lottizzazioni che dovrebbero far arrossire anche un bue, ma questo non succede.
Può anche capitare che uno di questi amministratori si faccia trovare nel letto “moribondo“, di fronte ad un intervento di sequestro, per difendere il suo manufatto abusivo: che vergogna!
Le autorità di controllo, in questa miriade di leggi e leggine, si perdono e quel signore o quei signori, alla fine, la fanno franca, a discapito della collettività e di loro stessi che, comunque, hanno bloccato il processo di sviluppo.
Un altro esempio della spudoratezza di lor signori è quello di farsi fotografare con la prima autorizzazione in un Pip, dopo anni della prima pietra: certo che ci vuole una bella faccia tosta, se si pensa che per metà di questi anni è stato un amministratore di quella collettività.
Questa è la triste realtà del Sud.
Non parliamo poi della malavita organizzata, causata, in parte, anche dalla debolezza del tessuto sociale. Ovviamente le cose positive pure ci sono, ma sono delle eccezioni e non la regola.
A questo punto, uno si chiede: questa classe dirigente non viene eletta regolarmente dai cittadini. Purtroppo essi diventano sudditi ed i meccanismi elettorali, che si fondano proprio sulla debolezza della società, riescono ad imbrogliare tutti, emarginando, ovviamente, coloro che sono più intraprendenti e lungimiranti>>.
Il sociologo Carlo Triglia, nel suo famoso saggio Sviluppo senza autonomia (1994), individua, nel rapporto tra finanziamenti e classi dirigenti, il nodo essenziale del fallimento delle politiche di sviluppo per il Sud, con effetti perversi delle politiche nel Mezzogiorno.
A ciò va aggiunto che la classe politica locale, spesso, ostacola, anche se indirettamente, le attività di mercato, perché ha meno interesse a investire in beni e servizi collettivi, per cui, per le sue miopie e limiti progettuali favorisce la criminalità storicamente presente massicciamente in alcune aree del Centro-Sud. Adesso, purtroppo, anche al Centro-Nord.
Una mancata modernizzazione ha consentito all’Italia tutta di infilarsi nelle secche in cui è finita, con il Mezzogiorno che sconta un deficit istituzionale e strutturale. L’unica preoccupazione di certa classe dirigente è quella di mantenere lo status quo, ovviamente inadeguato per lo sviluppo e la modernizzazione della società, ma utile a mantenere il controllo della società meridionale.
Perciò, è forse sbagliato annoverare il caso di Rutino tra  gli esempi negativi? Perché tanto attivismo del Sindaco e della sua Amministrazione?
Perché non si è cercato di orientare il discorso, su un piano di sviluppo serio e costruttivo che impegni tutte le intelligenze e componenti del Comune stesso?
Perché non si è cercato di lavorare tutti insieme per una “SENSATA RISOLUZIONE” dei secolari problemi e della carenza, soprattutto di infrastrutture che hanno determinato tanto spopolamento e disoccupazione?
Perché, spesso, nel Sud si puntato a denigrare qualsiasi realizzazione o idea che non sia la propria? Purtroppo tutto ciò significa anche l’auto condanna a una perenne arretratezza del nostro Mezzogiorno e tanta, tanta disoccupazione.
Quando un Sindaco intraprende una battaglia irruenta, non solo fa danno ad una parte di cittadini, che non ritiene suoi amici, ma a tutta la comunità. Nel caso di Rutino al mondo della cultura che si riconosce nell’artista Mario Molinari.
Il dualismo che si determina nel Meridionale porta ad un divario che fa riferimento a fattori strutturali-istituzionali e spiegazioni focalizzate sugli attori e sui contesti, riserva, però, dei grandi pericoli.
Ancora oggi, sul territorio del Sud, ci sono condizioni primitive del territorio, ad incominciare dalla viabilità (strade mulattiere con un po’ di asfalto) e, quindi della sua gente, che vive male senza lavoro ed anche nella miseria.
Non sarebbe il caso che il Sindaco di Rutino, sotterrando l’ascia di guerra, coinvolgesse tutte le professionalità del Comune, amici, pseudo amici e nemici, per inserirsi nei finanziamenti europei, soprattutto quelli a fondo perduto che, normalmente, sono una forma di contributo o di agevolazioni, a favore di artigiani e piccole attività commerciali.
Insomma, da un presunto “disastro” o una “rivoluzione”, in un bicchiere d’acqua, si potrebbe passare ad un recupero di un patrimonio culturale, con un atto di umanità per l’intera comunità. Difficile, ma davvero rivoluzionario.
Come si sa, la collaborazione avvicina gli uomini, favorisce la riconciliazione e costruisce ponti.
La pace e la solidarietà rafforza le comunità locali, per questo vanno superate le contrapposizioni sul “Totem per la Pace”, anche per non sprecare risorse. Quindi, questa occasione potrebbe essere sfruttata come un nuovo inizio produttivo, con una buona gestione collettiva dei progetti, a partire da quelli ambientali, finanziati dall’ UE.
Il sindaco di Rutino ha la forza di imboccare il principio d’umanità, che nasce dal sentimento di fraternità?
Purtroppo, un sentimento sempre più minacciato, per questo va imboccata la strada che porta ai cittadini di Rutino gioie e lavoro e non scontri inutili o “guerriglia” urbana.
Diceva Voltaire: << Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente>>.
In riferimento a questo, un giorno, ci sarà nel Sud una classe dirigente capace di ispirarsi, poco poco, al filoso francese?
A che cosa serve a Rutino una battaglia fratricida, invece di pensare ad approntare progetti di sviluppo e il recupero delle professionalità, per creare lavoro ed arrestare lo spopolamento?

Nicola Nigro

Allegato 1_ Balducci Molinari_ x Comune 11.03.2021
Allegato 2_arch. Capasso_ x Comune_ 11.03.21
Allegato 3_ Capasso_ x SABAP_ 13.3.21
Allegato 4_ Articolo_ L’occhio16.3.21
Allegato 5_ Foto demolizione- 12.03.21
Allegato 6_ Comunicato_30.07.2010
Allegato 7_ Brochure_7.8.2010
Allegato 8_ Med News 7
Allegato 9_Libro Totem_compressed (1)
Allegato 10_ Il-Sud-maggio-2011-pag-2-3-3

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