

Potrebbe apparire una chicca, ma non lo è, visto la cultura e la curiosità straordinaria di una persona che guarda anche i piccoli dettaglio quando scrive, ma soprattutto si sofferma, spesso, sulla profondità dell’animo e descrive sempre, con raffinata eleganza, i molteplici aspetti della vita di un uomo e di una società complessa, come la nostra.
Parliamo, il giudice Michele Di Lieto, magistrato scrittore, questa volta commenta una “splendida” partita
del Campionato mondiale di calcio, quella tra Germania e Costa d’Avorio, e rievoca la sciagura di Superga, 1949, che travolse il grande Torino, leggenda di tutti i tempi.
Il giudice Michele Di Lieto scrive:
<<Ho assistito in TV all’incontro scontro fra Germania e Costa d’avorio, valido per i sedicesimi di finale della coppa del mondo, edizione Fifa, dominata per tre quarti dalla squadra africana, e recuperata in extremis dalla squadra europea. La partita è stata splendida. In campo due squadre agli antipodi: la Germania, col suo gioco geometrico, lungamente studiato, ma alla fine stucchevole e inoffensivo, la Costa d’Avorio col suo gioco veloce, con marcature a uomo, anche due, che lasciavano poco spazio agli attaccanti tedeschi e costituivano il punto di partenza delle azioni indirizzate verso la porta avversaria. Ha vinto la Germania, due a uno: se avesse vinto la Costa d’Avorio, non ci sarebbe stato nulla da recriminare. Non fosse stato per l’enorme sciupio di azioni da rete della squadra africana che, dopo essere passata in vantaggio, ancor prima del pareggio raggiunto dai tedeschi, ha avuto l’ennesima occasione per chiudere definitivamente la partita, e ha invece prima subito l’uno a uno, e all’ultimo minuto di gioco, il quinto di recupero, è stata costretta alla resa da uno splendido gol di Undav, il secondo, dopo essere sceso in campo, ripescato tra i giocatori in panchina dall’allenatore tedesco. Che dire dopo questa partita?
Che i giocatori, quale che sia la squadra di appartenenza, non possono reggere al ritmo infernale quale è quello imposto dalla squadra africana per tre quarti di gara. La Costa d’Avorio ha sciupato una serie di occasioni per un risultato più pingue, ma ha anche subito un calo vistoso di condizione fisica nell’ultimo quarto. E tutti sanno che gli incontri di calcio durano novanta minuti, più vistosi recuperi, e che le gare si vincono solitamente nel secondo tempo, o addirittura nel recupero, come nel caso di specie. Certamente la Costa d’avorio avrebbe meritato qualcosa di più: un pari, ad esempio, non sarebbe stato un fuor d’opera. Ma le partite di calcio si vincono, o si perdono, se la palla finisce in rete, e due ne sono finite nella porta della squadra africana. D’altra parte, la Germania dovrà fare attenzione, e senza illusioni, il sette a uno rifilato al Curacao non ne autorizza: il gioco veloce ridimensiona le ambizioni tedesche, e la Costa d’avorio deve sperare in un poco più di fortuna.
Quanto a me, debbo notare con piacere che alcune passioni di gioventù (anzi no, di fanciullezza, nel ’49 avevo nove anni) non sono spente. Anche se, e forse perché sono rimaste segnate dalla sciagura di Superga, avvenuta proprio in quell’anno, quando un incidente di volo travolse il grande Torino e mezza Nazionale.
Ecco: io ricordo ancora il nome dei difensori di quella squadra, Bacigalupo, Ballarin, Maroso, e così via, fino a Valentino Mazzola, che difensore non era, ma capitano e simbolo di un grande calcio.
Lo sport non era allora com’è oggi, che la Nazionale di calcio è stata persino esclusa dalla fase finale dei campionati del mondo. Negli anni ’40, lo sport era il primo segno di riscossa dopo la batosta della guerra e tutti si riconoscevano nel grande Torino, nella grande Nazionale.
Ecco: io vorrei non già che si tornasse a quei tempi che non possono più rivivere, ma che almeno si ricordassero, a tanti anni di tempo, gli eroi che fecero grande il Torino, unirono nel dolore l’intero paese, nel ricordo tutte le vittime>>.
Michele Di Lieto*
*Scrittore e magistrato in pensione
Giornale IL SUD Mezzogiorno d' Italia