L’on. Matera e le zone interne. Ma davvero è determinato a dare una sterzata? Come pensa di conciliare davvero lo sviluppo, l’occupazione e lo spopolamento dei territori?


Approfitto del comunicato dell’on. Corrado Matera, per richiamare non solo la sua attenzione, ma anche quella dei suoi colleghi Consiglieri, degli Assessori e del Presidente Fico che hanno realmente a cuore le zone interne, vittime, per anni ed anni, della sciatteria, dei parolai e dei promettitori.
Anche se corro il rischio di non essere letto da coloro che dovrebbero essere gli interpreti della svolta, voglio far riferimento espressamente al territorio pure in questa occasione,  ed accennare ai suoi annosi problemi e ritardi che caratterizzano le zone interne della Campania e di tutto il Mezzogiorno. Non a caso, è nata in passato la cosiddetta “Questione meridionale”, di cui tanto si è parlato, ma poco o nulla si è fatto.
Zone interne e “Questione meridionale”
Caro on. Matera, come si sa, la “Questione meridionale” ha origini antiche ed ha rappresentato il nodo storico, economico e sociale che ha sempre mostrato il divario di sviluppo tra il Meridione e il resto dell’Italia. Mai  la politica è stata capace di colmare la differenza o di avviare progetti fattibili, soprattutto per la giovane imprenditoria locale. Nemmeno la Riforma agraria e la creazione della Cassa per il Mezzogiorno, per certi versi, sono stati sufficienti a migliorare la situazione. Anzi, spesso, esse sono state strumento di logiche clientelari e non di valorizzazione delle risorse del territorio.
Caro on. Matera, voglio correre il rischio di essere considerato irragionevole o un sognatore, o magari di avere come risposta la battuta:” Ma tutto questo cosa c’entra”?
C’entra, eccome, visto che da anni cerchiamo di richiamare l’attenzione della classe politica e dirigente, con scarso successo. Forse perché il loro amore per le zone interne è inappropriato. Non a caso, sono state prima trascurate, poi abbandonate ed adesso spopolate.
Sono rimasti nelle zone interne solo un “pugno” di irriducibili cittadini-eroi che sopravvivono, nonostante la quasi totale carenza di strutture, servizi e  progetti di sviluppo. Ciò anche per la proverbiale efficienza della burocrazia, che contribuisce all’immobilismo di idee anche condivisibili. Esempio. I contadini  da anni chiedono azioni concrete contro il  moltiplicarsi dei cinghiali, ormai divenuti una vera emergenza. Purtroppo la risposta è sempre la stessa: “Sarete risarciti”. La cosa grave è che  il risarcimento, quando avviene, si riduce a qualche “mancia”. Spesso, i danneggiati non fanno nemmeno la richiesta, dopo aver perduto coltivazioni anche di qualità. Il Meridione ha problemi nati già con l’Unità d’Italia, come dicevo sopra, ed ecco la “Questione meridionale”.
Le zone interne, il territorio e l’incuria
L’on. Matera è davvero convinto di poter fare una battaglia che metta al centro le zone interne, con la ferma volontà di coinvolgere i suoi colleghi e tutto il management regionale, e di poterci riuscire?
Inoltre, pensa di riuscire a coinvolgere il territorio, stimolando meglio la classe dirigente, per creare i presupposti di più sviluppo, più occupazione, più servizi socio-sanitari, ma soprattutto di una migliore viabilità?
Purtroppo, le zone interne, fino adesso, hanno rappresentato  “tante cenerentole” che hanno indotto le popolazioni a  non credere più in niente e nessuno. Ecco anche il perché si è creata una certa sfiducia verso il voto, aumentando l’astensionismo, visto anche la “nomina” dei parlamentari.
Da qui, con un voto di protesta si pensa di punire la classe politica. Si vota per partiti minori o di opposizione estrema. Questo comporta anche che un quarto dei votanti dia vita a “maggioranze bulgare”, in contro corrente con la democrazia,  per leggi elettorali ideate da qualche” tonto” del momento.
Mentre scrivo, mi torna continuamente in mente la cosiddetta  “Questione meridionale” che, come dicevo sopra, indica il divario storico, economico e sociale tra il Mezzogiorno e il resto d’Italia, nata già con l’Unità. In quel periodo, il Sud era prevalentemente agricolo, dominato dal latifondo e da una classe dirigente aristocratica, poco propensa all’innovazione. La Cassa per il Mezzogiorno non ha contribuito, quasi, per niente a colmare il divario con infrastrutture utili allo sviluppo. Spesso, ha prodotto solo assistenzialismo piuttosto che iniziative auto-propulsive ed autonome, trascurando le potenzialità e, quindi, con la non valorizzazione delle risorse locali. Molti intellettuali meridionalisti, come Guido Dorso, Giustino Fortunato e Gaetano Salvemini lo hanno denunciato a più riprese, evidenziando che l’economia di Stato era impotente a dare impulso alla produzione della ricchezza: ecco anche perché il Meridione è senza infrastrutture primarie e secondarie condizionando anche lo sviluppo rurale. Nonostante, a suo tempo, la realizzazione del Centro per la Formazione in Economia e Politica dello Sviluppo Rurale di Manlio Rossi-Doria, che si rifaceva alle risorse naturali e all’ ambiente dei territori. Tutto questo fu anche denunciato, con forza, dal “sindaco-poeta-contadino” lucano, Rocco Scotellaro, che è stato un intellettuale molto impegnato per i diritti dei lavoratori e dei contadini delle sue terre.
Acqua: Bene pubblico! L’annuncio del Presidente Fico
Una buona notizia per le popolazioni in Campania: la gestione dell’acqua sarà pubblica, ha dichiarato il Presidente Roberto Fico.
Mi ha fatto davvero piacere la notizia, perché lo avevo personalmente auspicato e sperato. Siccome  anche i giornalisti votano, e dire la verità non guasta, dichiaro pubblicamente che ho votato e sostenuto questa compagine amministrativa chiamata a governare la Regione, anche per la questione dell’acqua, gestita interamente dal pubblico, come era previsto nel programma politico-amministrativo. Per questo colgo l’occasione per esprimere il mio compiacimento e apprezzamento, per l’atto amministrativo che riguarda proprio la gestione dell’acqua.
Alla Giunta ed al Presidente Roberto Fico va un plauso. La speranza è che le forze occulte non si mettono al lavoro, per affossare il provvedimento in Consiglio regionale. Aver revocato il bando della gara, per la ricerca di un socio privato alla GRIC (la società costituita per gestire le reti del Sele, Sabato, Calore e la diga di Campolattaro), può significare molto per il bene della popolazione. Adesso occorre una svolta vera nella gestione.
Quindi, una buona notizia per la popolazione, che potrebbe significare una nuova fase, volta a ridefinire un modello di gestione interamente pubblica.
Ovviamente, la speranza è quella che non si mettano in essere solo buoni propositi, per l’assunzione del management pubblico, ma con ruoli ben definiti all’interno dei regolamenti aziendali con una trasparenza, equità e conformità normativa molto più del Dlgs 231/2001. Insomma, occorre individuare persone unicamente professionali che devono rispecchiare l’affermazione di Giulio Cesare che, quando gli fu chiesto perché avesse divorziato da Pompea Silla, pur non essendoci prove certe di un suo adulterio, egli rispose: << La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto>>.
Quindi, curriculum veri e non costruiti. Non è difficile verificarli, chiaramente con un’analisi seria dei documenti, da parte dei selezionatori, fatta in perfetta buona fede, senza nepotismi. In tali regolamenti non solo devono essere definite le procedure di selezione, previste dalle leggi, ma anche specificare le responsabilità del dirigente-capo e di tutto il management che saranno coinvolti nella gestione. In sintesi, i candidati devono essere dotati di capacità di prevedere gli eventuali disavanzi, tenendo conto della progettazione e gestione preventivata. Naturalmente, con una idoneità e capacità di sapersi ben relazionare con gli organi collegiali e di governo, attraverso una costante informazione, senza sorprese successive con buchi economici. L’opinione pubblica dev’essere costantemente informata, per avere il controllo diretto e reale della produttività del servizio. Così facendo, è possibile avere una costante segnalazione credibile da parte degli utenti, relativamente alle inefficienze e alle carenze del servizio. Oggi, spesso, accade che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra.
Intenti e utilità di confrontarsi
I propositi e l’iniziativa dell’on. Corrado Matera sono lodevoli, soprattutto per il fatto che la  Commissione Bilancio, Finanze, Demanio e Patrimonio,  da lui presieduta, si è già occupata e si è proposta di occuparsi, nel futuro prossimo, davvero del territorio, tant’è che ha previsto un calendario per le audizioni dei rappresentanti delle categorie e delle parti sociali (almeno questo è quello che si legge), un passaggio importante per raccogliere contributi e osservazioni prima dell’esame definitivo delle scelte legislative del Consiglio regionale.
Nel suo comunicato, l’on. Matera sintetizza la sua strategia futura, per questo lo riportiamo, qui di seguito. Per rafforzare i suoi propositi, ci permettiamo anche di richiamare la sua attenzione su alcuni annosi problemi che hanno reso le zone interne deboli, anzi debolissime.
Territori, cinghiali e la rabbia dei cittadini
Le domande che ci dovremmo porre: le audizioni sono sufficienti per il territorio?
I soggetti delle audizioni, non sono sempre gli stessi da anni? La classe dirigente locale, nella progettazione che ha già proposto, ha dimostrato idee chiare?
I progetti sono utili allo sviluppo? 
E, se si pensasse a delle Conferenze territoriali all’allargate ai titolari di attività produttive locali (individuali o società)?
Le perplessità, purtroppo, scaturiscono dal fatto che la classe dirigente locale è stata inoperosa, salvo qualche eccezione, per cui non c’è stata concretamente l’elaborazione di progetti e, se ce ne sono stati, non hanno visto il coinvolgimento reale dei territori, per cui, se davvero si pensa a una svolta, bisogna cercare di coinvolgere quanti più cittadini, giovani, imprenditori, artigiani, commercianti. Insomma, nessuno escluso. Allo scopo che ognuno possa dire la sua. I progetti scaturiscono dalle reali esigenze del territorio, per un vero sviluppo e  valorizzazione delle risorse locali. Se i territori delle zone interne si trovano senza infrastrutture primarie e secondarie, con problemi enormi che hanno portato anche alla disaffezione dai luoghi di nascita, tutto questo è successo non per colpa dello Spirito Santo, ma per l’incapacità della classe dirigente.
Se si ascoltano i cittadini, in particolare gli agricoltori, che vivono nelle zone interne, ti senti dire: si vive male per l’assenza di servizi socio-sanitari, ma anche per il poco lavoro, perché manca un’organizzazione locale della produttività per valorizzare i prodotti locali. I campi vengono abbandonati per tanti motivi, tra questi anche per l’invasione dei cinghiali che non ti consentono nemmeno di fare l’orto sotto casa. I cinghiali distruggono tutto e la fanno da padrone. Lo Stato, la Regione, la Comunità montana, il Parco che fanno?
Niente, o quasi niente, solo chiacchiere. La domanda per il contributo alle  coltivazioni, ormai, non la fa quasi più nessuno, per non imbattersi nella burocrazia.
Se non si vuole eliminare i cinghiali, almeno se ne riduca il numero, magari sterilizzandoli e sostituendoli con una razza che fa una figliata meno numerosa, come avveniva in passato.
Ovviamente, ai tanti problemi logistici, si aggiunge soprattutto la viabilità che ti rende ancora più vulnerabile.
Se qualcuno sta male, per raggiungere un decente presidio sanitario è un’impresa davvero straordinaria.
La gente va via ed abbandona il proprio paese natio, per la carenza di servizi socio-sanitari e   di progettualità. Per quanto riguarda i giovani, chi resta “sceglie” pigramente la sua classe dirigente, per la presenza ancora di potentati : la scelta si riduce al meno peggio. Forse, la democrazia potrebbe essere aiutata con scelte progettuali mirate proprio dagli Enti superiori, con il coinvolgimento innanzitutto del territorio, con regole puntuali e perentorie, cui anche un “tonto” si dovrebbe adeguare.
Spesso, si parla della disaffezione al voto dei cittadini, dimenticando che l’abbandono dei territori è dovuto alla carenza di progettualità, occupazione e possibilità di sviluppo. Proprio da questi territori abbandonati potrebbe partire la svolta del Sud-Italia, partendo dalla valorizzare delle risorse locali, ciò consentirebbe di invertire l’andazzo, superando i cosiddetti “padroni del vapore” che utilizzano il territorio ad uso e consumo proprio, essendo, spesso, anche dei bravi parolai.
Conferenze Territoriali  per sviluppo, occupazione e viabilità
On. Matera, l’idea delle audizioni è una cosa sicuramente buona, ma è limitata ormai ai professionisti di turno. Perché non pensare anche alle Conferenze Territoriali, sotto la supervisione della Regione ed articolate come accennavo sopra? Ciò per avere più contributi, con un effettivo coinvolgimento dei cittadini dei vari territori; quindi, audizioni non tanto per la classe dirigente, ma soprattutto per le maestranze attive dei luoghi, perché loro sì che amano il loro territorio e, comunque darebbero l’anima pur di vederlo crescere.
Perciò, se davvero si vogliono rafforzare i servizi e sostenere lo sviluppo della nostra Regione Campania, mantenendo sempre al centro le esigenze delle comunità e dei territori delle zone interne, bisogna che l’attenzione dell’on. Matera si concentri su problemi reali, come la viabilità che risale ai Borboni, salvo qualche mano di “imbianchimento”, così come si faceva una volta nei vecchi casolari. Occorre rendere la viabilità funzionale e servizi di trasporti ben pensati: questo dovrebbe significare un sistema stradale efficiente e di facile percorribilità, per gettare le basi per lo sviluppo reale del territorio, con conseguente valorizzazione delle risorse locali, favorendo anche le produzioni di eccellenza. Fare questo significherebbe limitazione dello spopolamento, perché le aree interne in via di spopolamento sono legate all’incuria dei rappresentano del territorio, soprattutto della classe dirigente locale e regionale, oltre, ovviamente, dei parlamentari, che spesso non sono del territorio e, quindi,  non rappresentano gli interessi dei paesani del Sud.
On. Matera, potresti essere quel giusto catalizzatore che innesta ed  accende un dibattito politico con il vero coinvolgimento del territorio, in modo da riportare al centro il tema dello sviluppo e dell’occupazione locale, ma soprattutto della trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche, per ridare fiducia ai cittadini scettici che sono ben convinti della non politica attuale.  “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi“, dice Tancredi ne “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e nel film di Luchino Visconti. Guarda caso: ci trovavamo nel profondo Sud.
Ci sarà davvero una svolta alla Regione Campania?
La speranza c’è! L’atteggiamento fiducioso di una parte di popolazione esiste!
 Il Presidente Roberto Fico in campagna elettorale e da quanto si legge adesso, ha chiesto una ricognizione completa dei fondi, controlli approfonditi su chi riceve finanziamenti pubblici e del perché li riceve. Insomma, una verifica per capire se davvero sono finalizzati alla valorizzazione delle risorse locali, del potenziamento culturale ed economico.
Ciò per superare anche qualsiasi forma di nepotismo. In sintesi, la Regione dovrebbe sostenere i territori e i cittadini che concretamente operano sul territorio e non vivono di espedienti o di rendite di posizione, incrostate e impastate nel corso degli anni.
Fondi europei e le battaglie del giornale “il Sud”
Per capire di più su cosa non ha funzionato nel Mezzogiorno, basta soffermarsi sulla capacità di spesa dei Fondi europei, con evidenti criticità strutturali nelle politiche di coesione.
Le Regioni meridionalila Campania non è di meno –  lottano con ritardi attuativi e carenze progettuali, non a caso il principale fulcro dello sviluppo non è la crescita, ma la burocrazia che limita l’impatto economico e rende tanto negativa l’azione della classe dirigente locale che si fa aggrovigliare in situazioni anche fuori della legge.
La semplificazione, senza raggiri, è stato sempre un miraggio ed una sfida, per ridurre la complessità procedurale, per migliorare l’efficienza e la velocità della Pubblica Amministrazione. Purtroppo così non è stato, soprattutto nell’Italia meridionale.
L’Associazione “il Sud”, presieduta da Fernando Iuliano, giornalista e docente in pensione, con il nostro giornale “il Sud”, più volte, ha sollecitato la classe dirigente locale ed anche regionale e parlamentare, ma con scarso successo, anche perché molti dei loro esponenti non appartengono al territorio.
La “Questione meridionale” e i ritardi storici
Nella sezione, “Questione meridionale” de  “il Sud_ online”: https://www.giornaleilsud.com/category/questione-meridionale/ , è possibile prendere spunto, per aprire davvero un confronto, caro on. Matera. Ovviamente se questo è effettivamente il tuo scopo: dare una svolta al nostro entroterra salernitano, per dare la sveglia a tutti e far superare l’endemico torpore.
Noi non abbiamo buttato la spugna, ma la insensibilità istituzionale ci ha un po’ “raffreddati”. Sono stati molti i momenti di sollecitazione prendendo anche per positive le iniziative locali effimere, ben sapendo che erano solo momenti estemporanei per tagliare qualche nastro.
In merito, segnaliamo l’articolo sulle zone interne e dei suoi ritardi:
 https://www.giornaleilsud.com/2020/10/14/per-piaggine-ed-il-sud-la-pandemia-unoccasione-triste-ma-da-non-perdere-la-speranza-e-che-il-sud-dopo-la-nuttata-ancora-una-volta-non-resti-col-il-cerino-in-mano/ .
Per essere ancora più pragmatici e stuzzicanti, con il contributo dell’architetto Carlo Guida, collaboratore del giornale “il Sud”, fu proposto ai sindaci della Valle Calore Salernitano, una possibile bozza di progetto di miglioramento della viabilità, ma la sensibilità della classe dirigente del territorio non è stata capace nemmeno di “incazzarsi”, per lesa maestà, facendo sfumare anche un’ipotesi di dibattito sull’argomento.
In quell’occasione, successe la cosa peggiore che poteva capitare: il silenzio assoluto.
In merito, qui di seguito  si ricordano alcuni link che riguardano proprio l’ipotesi di progetto di cui sopra: una lettera, con tanto di pec, ai Sindaci del territorio.
https://www.giornaleilsud.com/wp-admin/post.php?post=4599&action=edit
2-lettera ai sindaci Val calore e limitrofi_p (1)
https://www.giornaleilsud.com/wp-content/uploads/2019/12/2-lettera-ai-sindaci-Val-calore-e-limitrofi_p-1.pdf
5- Allegato 1_ Arch. Guida_Opere di allargamento sede stradale
https://www.giornaleilsud.com/wp-content/uploads/2019/12/5-Allegato-1_-Arch.-Guida_Opere-di-allargamento-sede-stradale.pdf 
Sviluppo locale e Fondi Strutturali europei.
In merito agli investimenti, on. Matera, nella programmazione europea 2021-2027, la Campania ha previsto Fondi Strutturali, per la viabilità e lo sviluppo locale delle zone interne?
A tal proposito, se non sbaglio, parliamo di circa 43 miliardi di risorse comunitarie, assegnate all’Italia, di cui oltre 41 miliardi  destinati alla politica di coesione economica, sociale e territoriale, per le regioni meno sviluppate. La Campania può essere tranquillamente annoverate tra queste, in merito si parla di oltre 30 miliardi. Ovviamente, ai contributi europei si aggiungono quelli nazionali, per un totale di risorse finanziarie per  il periodo 2021-2027 di circa 75 miliardi di euro complessivi. Le Regione meridionali non si sa come sono messe. E la Campania?
Nella speranza di aver dato un contributo di idee e fiducioso che la cosa non muoia qui e che si inizi davvero a voltare pagina valorizzando le risorse locali delle zone interne con più sviluppo ed occupazione, partendo dalla soluzione dei piccoli problemi, ovviamente, spesso, solo apparenti.  Per esempio, uno dei cosiddetti  piccoli problemi è la “questione cinghiali” e anche la burocrazia territoriale. Per esperienza personale, posso affermare che sono una cosa davvero avvilente.
Enti territoriali e burocrazia
Proprio per rendere l’idea, qui voglio raccontare un fatto effettivamente capitato al sottoscritto. Dovevo tagliare un boschetto di castagne, le autorizzazioni sono competenza della Comunità Montana. Prima provai a telefonare, per giorni, ma nessuno rispondeva a telefono, anche se provavo a più numeri, compreso, ovviamente il centralino. Allora incominciai a scrivere. Oltre alle mail normali, inoltrai delle “Pec” a più uffici e dirigenti, ovviamente pure a quella del protocollo del Comunità Montana, senza avere mai una risposta. Allora mi sono procurato le Pec del Presidente, degli Assessori e dei Sindaci che facevano parte dell’Assemblea. Macché. Nessun riscontro. Dopo aver ripetuto il giro delle Pec, arriva un riscontro di un dirigente, con una risposta che, a parere di qualche esperto, la richiesta così complessa e burocratica fosse superflua. A questo punto, buttai la spugna e mi affidai ad un tecnico che, in quattro e quattr’ otto, risolse il problema.
Una verifica diretta della Burocrazia
On. Matera, ho raccontato tutto questo, partendo da un fatto realmente accaduto, per darle davvero un’idea  di come si è comportato un’istituzione del territorio, di fronte ad una richiesta semplice  da parte di un cittadino. Forse, questo trattamento è riservato a chi appartiene alla gente comune. La risposta è: il silenzio!
Che c’è peggio del silenzio, nel funzionamento di un’Istituzione?
Non voglio nascondere il fatto che avrei potuto risolvere il problema, ricorrendo a qualche amico o a un tecnico fin dall’inizio, ma ho preferito non farlo, per avere conferma di ciò che mi era stato raccontato da alcuni paesani, proprio sulla burocrazia di questi Enti territoriali.

Ecco il comunicato dell’on. Matera

Regione Campania, al via il percorso del bilancio 2026: Corrado Matera presiede la seduta con il Presidente Roberto Fico

Si è aperta ieri mattina, in Consiglio Regionale della Campania, la sessione dedicata al bilancio regionale 2026, con la riunione della Commissione Bilancio, Finanze, Demanio e Patrimonio, presieduta dal consigliere regionale Corrado Matera. Alla seduta ha preso parte anche il Presidente della Regione Campania Roberto Fico, che ha partecipato ai lavori illustrando l’impostazione della manovra finanziaria per il prossimo anno. L’incontro ha rappresentato il primo passaggio di un percorso che porterà alla definizione del bilancio regionale, uno strumento fondamentale per orientare le politiche pubbliche e sostenere i servizi destinati ai cittadini.
Nel corso della riunione sono stati illustrati i principali ambiti di intervento della manovra, che guarda in particolare al rafforzamento delle politiche sociali e sociosanitarie, al sostegno alle fasce più fragili, al potenziamento dei servizi per il trasporto pubblico, alla cultura e alla valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Tra le misure evidenziate figurano il rafforzamento del Fondo per la psicologia scolastica, interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, il sostegno alle donne vittime di violenza, politiche per l’occupazione femminile e il sostegno a istituzioni culturali e teatrali. Particolare attenzione è stata inoltre riservata alle politiche per l’ambiente e il territorio, con risorse dedicate alle bonifiche e alla manutenzione delle infrastrutture idriche.
Nel corso dei lavori è stato inoltre evidenziato il rifinanziamento di numerose leggi regionali approvate nelle scorse legislature, a dimostrazione della validità del lavoro svolto negli anni e della volontà di garantire continuità alle politiche che hanno prodotto risultati concreti per il territorio e per le comunità. Il lavoro della Commissione proseguirà nei prossimi giorni con le audizioni dei rappresentanti delle categorie e delle parti sociali, un passaggio importante per raccogliere contributi e osservazioni prima dell’esame definitivo della manovra.
Corrado Matera, presidente della Commissione Bilancio, sottolinea il valore di questa prima fase del percorso: “L’avvio dei lavori sul bilancio -evidenzia- rappresenta sempre un momento decisivo per l’attività della Regione. Parliamo dello strumento che orienta le politiche pubbliche e che permette di sostenere servizi, diritti e opportunità per i cittadini. Sono soddisfatto, perché si tratta di una manovra che valorizza anche il lavoro fatto negli anni precedenti, rifinanziando tra le altre cose numerose leggi regionali approvate nelle scorse legislature, a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto”.
Matera ribadisce come il lavoro della Commissione da lui presieduta sia finalizzato a garantire un confronto serio e approfondito, affinché ogni scelta sia orientata alla concretezza e alla responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche. “L’obiettivo -conclude- è arrivare all’approvazione di una manovra capace di rafforzare i servizi e sostenere lo sviluppo della Campania, mantenendo sempre al centro le esigenze delle comunità e dei territori”.

La “Questione meridionale” rispecchia l’impegno di Rocco Scotellaro come intellettuale, contadino, Sindaco, Poeta e umanità

Qui di seguito, in omaggio al sindaco-poeta-contadino, voglio riportare il “primo punto” della prefezione di Manlio Rossi Doria all’ultimo libro scritto da Rocco Scotellaro, proprio negli ultimi mesi della sua vita. Come ha messo in evidenza Rabatana (https://www.rabatana.it), questo volume – CONTADINI DEL SUD | Rabatana – è stato pubblica solo la parte ultimata al momento dell’improvvisa scomparsa dell’autore, in esso si delinea l’uomo, il politico e il poeta.
ROCCO SCOTELLARO
CONTADINI DEL SUD
PREFAZIONE DI MANLIO ROSSI DORIA
EDITORI LATERZA – BARI 1954
1. – Rocco Scotellaro ha dedicato gli ultimi mesi della sua vita al lavoro, del quale in questo volume si pubblica la parte ultimata al momento dell’improvvisa sua morte.
Leggendo le lettere, gli appunti, le infinite notazioni di questo periodo si vede come il lavoro lo avesse profondamente afferrato ed impegnato.
Il fatto è che con esso egli aveva, per così dire, trovato una strada che cercava fin dal giorno in cui, chiusa l’attività di giovane sindaco socialista del suo paese, era partito di là per bisogno di respirare e di formare più liberamente se stesso.
La sua strada vera, quella di poeta e di scrittore, non aveva bisogno di cercarla, perché non l’aveva mai lasciata da quando era ragazzo: egli la batteva in silenzio senza interruzione, anche quando, come per ogni altro scrittore, ai periodi di vena ricca e sicura seguivano altri più difficili. Non ha mai dubitato di questo suo mestiel’on. Matera e le zone interne_ stampa A3re, che amava e rispettava in sé e negli altri nel più alto grado. Ma la natura stessa del suo mondo poetico e dell’esperienza umana da cui nasceva era tale che quel mestiere da solo non gli bastava.
Ora che si pubblicheranno le pagine bellissime del romanzo autobiografico incompiuto e la raccolta delle sue poesie si vedrà come rispetto ai contadini dei suoi paesi, che sono al centro della sua poesia e della sua esperienza umana, egli si sentisse impegnato da un indissolubile rapporto attivo di fedeltà e di solidarietà.
Era stato questo impegno a portarlo giovanissimo alla lotta politica nella sua regione e nel suo paese, a fargli accettare e reggere con coraggio e sacrificio il posto di sindaco, a spingerlo a dedicarsi in seguito con ostinazione alla creazione e al primo difficile avvio dell’Ospedale di Tricarico.
Forse per meglio servire quell’ impegno preferì, quando uscì dal paese, la via che più sembrava lontana dalla sua attività di scrittore e di poeta, accettando di rinchiudersi a Portici in una vita mezza di studente e mezza di impiegato nell’Osservatorio di economia agraria. Qui, infatti, egli sperava di acquistare una formazione e una disciplina che gli avrebbero consentito un giorno di ritornare a lavorare per i suoi contadini con maggiore efficacia e utilità. Il lavoro al quale dedicò molta parte del suo tempo – l’allestimento di alcune delle più importanti relazioni per un piano regionale per la Basilicata – gli accrebbe quella speranza « Molto mi ha giovato – scriveva un mese prima di morire a Ruggero Grieco, chiedendogli suggerimenti e indicazioni per il suo nuovo lavoro -l’esperienza del Piano, perché ho potuto vedere unitariamente i problemi della mia regione e perché personalmente (ero stato sindaco fino al 1950) ho potuto curare la redazione di alcuni settori particolari, quali ‘i problemi igienico-sanitari’ e ‘ l’analfabetismo e la scuola in Basilicata’. In genere tutto il lavoro mi ha costretto a una disciplina, che stimo bene avere».
Impiegati così quasi due anni, alla fine del 1952 era alla ricerca di nuovi sviluppi per questa sua attività. Insieme speravamo di trovarli nella costituzione a Portici di un centro di sociologia rurale e nell’avvio di alcuni studi di comunità rurali, che permettessero di illuminare non soltanto più concretamente la realtà economico-agraria delle regioni meridionali, ma l’umanità stessa e la coltura dei contadini.
La costituzione del Centro, continuamente promessa e rinviata, non s’era ancora avuta a mezzo il ’53. A questo punto giunse, improvvisa e gradita, la proposta di Vito Laterza per un libro sulla coltura dei contadini meridionali, ed egli all’ improvviso sentì d’aver trovato la sua strada.

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