

La collega Monica De Santis ci ha fatto pervenire un redazionale che parla del
cosiddetto “dolore persistente invalidante” di cui si occupa, da anni, il Dott. Maurizio Pintore, di cui ho avuto il piacere di conoscere e di averlo apprezzato per la sue qualità professionalità. Quando l’ho conosciuto operava come Anestesista Rianimatore e Responsabile del Reparto di Terapia del Dolore dell’ Ospedale “San Francesco d’Assisi” di Oliveto Citra (SA).Oggi, continua ad occuparsi del DOLORE ed è Dirigente medico e responsabile U.O. Dipartimentale Medicina del dolore, presso l’azienda ospedaliera ASL Salerno.
Un professionista di straordinario valore che partecipante a numerosi Corsi di aggiornamento nazionali ed internazionali inerenti particolarmente: “l’Anestesiologia Locoregionale e la Terapia del Dolore”.
Ricordo che per il dott. Maurizio Pintore la Terapia del Dolore moderna si avvale di metodiche antalgiche mini-invasive e ciò quelle tecniche, con particolare riferimento al dolore vertebrale che vengono effettuate per via percutanea, differentemente dalla chirurgia tradizionale, con supporto di visione TAC o fluoroscopica”.
Qui di seguito riportiamo il redazionale della collega De Santis:
<< Si è tenuto presso l’Hotel San Luca di Battipaglia il convegno dal titolo “Il dolore persistente invalidante: approccio diagnostico e terapeutico polimodale“, un evento promosso dalla Viter formazione con il patrocinio della FNOPI, FNOFI e FIMMG.
L’evento ha visto la partecipazione di medici, fisioterapisti e professionisti sanitari impegnati a definire nuovi criteri condivisi di inquadramento e scelta terapeutica. L’apertura dei lavori è stata fatta dal Dott. Maurizio Pintore, Responsabile Scientifico del convegno, che ha evidenziato come il dolore persistente invalidante non sia solo un’emergenza clinica, ma una vera e propria piaga sociale che incide pesantemente sulle funzioni, l’autonomia e la qualità di vita delle persone e rappresenta oggi la prima causa di inabilità al lavoro.
Un evento capace di racchiudere professionalità e discipline diverse per affrontare il problema coinvolgendo fisioterapisti, farmacologi e terapisti del dolore in una giornata che ha guardato alla globalità del paziente per offrire risposte concrete a quella che è, a tutti gli effetti, una sfida etica e organizzativa sotto ogni punto di vista, sottolineando come la gestione di questa condizione rischi spesso di apparire frammentata se non si garantisce una reale continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
In questo contesto, abbiamo approfondito il tema analizzando da un punto di vista ortopedico sia gli approcci farmacologici, fisioterapici e infiltrativi per le patologie degenerative di grado lieve, sia le soluzioni chirurgiche necessarie quando l’artrosi diventa grave e compromette drasticamente la quotidianità del paziente, ha proseguito il Dott. Andrea Pintore, evidenziando l’importanza di criteri condivisi per orientare la scelta terapeutica tra interventi conservativi e procedure mini-invasive. A conclusione di questo intenso confronto, resta la consapevolezza che parlare di dolore oggi significhi parlare di una complessità che attraversa non solo il corpo e il movimento, ma anche la sfera emotiva e la quotidianità della persona, rendendo il dialogo tra medici, fisioterapisti, psicologi e infermieri assolutamente necessario per superare la frammentazione dei percorsi di cura e rimettere realmente il paziente al centro, ha affermato la Dott.ssa Teresa De Santis.
Questo evento, continua la Dott.ssa Elisa Vitolo, fa seguito a un programma formativo che promuove eventi che hanno come obbiettivo quello di sottolineare come la rete multidisciplinare ed interdisciplinare sia l’unica strada per affrontare in maniera ottimale patologie invalidanti e complesse >>.
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