Il dott. Giuseppe Gigliotti, artefice del prodigio del paziente zero. Dalla dialisi domiciliare al trapianto di rene, pienamente riuscito


Il servizio dell’ Unità Operativa Complessa (UOC) di Nefrologia del Presidio Ospedaliero di Eboli, diretta dal Dott. Giuseppe Gigliotti., dopo aver raggiunto il suo primo obiettivo cioè la dialisi a domicilio che ha accompagnato il paziente zero, residente a Sant’Angelo a Fasanella, nel cuore del Cilento, che ha avuto il suo trapianto del rene e ora potrà tornare alla vita normale.
Il costante impegno di ricerca del dott. Giuseppe Gigliotti, direttore-primario del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’unità operativa complessa del Presidio Ospedaliero Maria SS Addolorata di Eboli, da tempo è diventato un punto di riferimento, soprattutto dell’Italia meridionale.
Come pure da anni si parla della “sanità a domicilio”, ciò per curare meglio e risparmiare tanti soldi, parliamo davvero di tanti, tantissimo soldi della sanità pubblica e dei cittadini, oltre ad evitare di sradicare i pazienti dalla propria casa, soprattutto anziani che vivono con una modesta pensione.
Come si ricorderà è stato il primo paziente dell’Asl Salerno a sperimentare i vantaggi dell’emodialisi domiciliare, il servizio innovativo, attivato dall’Asl Salerno l’anno passato, attraverso l’Unità Operativa Complessa (UOC) di Nefrologia del Presidio Ospedaliero di Eboli, diretta dal Dott. Giuseppe Gigliotti che ha seguito, passo, passo il paziente, fino ad “accompagnarlo” al giorno del trapianto del rene.
Il fatto che ha sorpreso un po’ tutti, ovviamente meno il dott. Gigliotti, sono state le buone condizioni del paziente, per cui è arrivato al momento dell’intervento nelle migliori condizioni per cui l’intervento è riuscito e l’organo è entrato subito in funzione, e così il paziente potrà gradualmente fare ritorno ad una vita regolare.
E così, nell’ottica del modello della casa come primo luogo di cura, l’Asl Salerno, diretta dall’ ing. Gennaro Sosto -Vicepresidente Nazionale di Federsanità – ha creduto nel progetto ed ha consentito al dott. Giuseppe Gigliotti di mettere in essere la prima terapia domiciliare che consentito la dialisi direttamente a casa del cosiddetto paziente zero, il cui progetto è coordinato dalla UOC di Nefrologia di Eboli.
Dal profondo SUD parte la singolare iniziativa e, cioè il “rene artificiale domiciliare” perfettamente funzionante. Comunque parliamo di una tecnologia sperimentata, a domicilio, dal primario Giuseppe Gigliotti, con il sostegno dell’Asl Salerno diretta dall’ing. Gennaro Sosto, questo significa ottimizzare le condizioni di vita dei pazienti sottoposti a dialisi quotidianamente e che si trovava lontano dai punti di dialisi ospedalieri o dai centri abilitati.
Come viene ricordato nel comunicato dell’Asl Salerno l’emodialisi è una procedura medica che filtra il sangue del paziente attraverso un macchinario, detto “rene artificiale”, per sopperire all’impossibilità dei reni di svolgere questa funzione efficacemente: la procedura richiede di norma 3 sedute settimanali in strutture apposite dalla durata di 4 o 5 ore ciascuna.
Inoltre, si legge che il servizio attualmente copre il fabbisogno di massimo 20 pazienti, ma si spera in un futuro prossimo di poterlo allargare ad una fascia più ampia, come spiega il dr. Giuseppe Gigliotti, Direttore del Dipartimento di Medicina e della Nefrologia di Eboli: <<E’ un servizio che non rientra nei LEA (Livelli  Essenziali di Assistenza) e che abbiamo potuto realizzare grazie ad un finanziamento strutturale attinto ai fondi del PNRR, che il direttore generale ha voluto destinare alla realizzazione di questo progetto. Tale finanziamento, al momento, ci consente di soddisfare le esigenze di 20 pazienti al massimo. La dialisi – conclude Gigliotti – è una procedura complessa, che debilita la persona alla quale viene eseguita e che ha bisogno di un monitoraggio continuo. Il rene artificiale, anche grazie alla teleassistenza per il paziente, è la giusta integrazione tra l’aspetto ospedaliero e l’opportunità delle cure domiciliari anche nella nefrologia”.
Il servizio, riferito prevalentemente ai residenti di comuni con particolari difficoltà nell’accesso alle cure dettate dall’area geografica di residenza (aree interne e aree disagiate), è un incontro tra medicina di prossimità e telemedicina, attraverso cui diventa possibile fornire un trattamento di alta qualità e personalizzato, offrendo al paziente una maggiore flessibilità, autonomia e un miglioramento della qualità della vita, garantendo prossimità ed equità d’accesso alle cure.

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